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12/09/2018

Dalle buche al verde, con il Mondo di mezzo 4 anni di appalti fermi

Il Messaggero - Fabio Rossi

IL CASO
L'eredità lasciata dall'inchiesta che ha scosso il Comune: gare infinite e commissioni giudicatrici spesso deserte TROPPE FALLE NEL SISTEMA DEI BANDI COSÌ I FUNZIONARI CAPITOLINI EVITANO LE CONVOCAZIONI IN POCHI CONTROLLANO TRA I SETTORI FALCIDIATI IN TESTA IL SERVIZIO GIARDINI CON SOLI 300 ADDETTI RIMASTI: E GLI ALBERI CONTINUANO A CADERE
Una quantificazione meramente economica del danno subito dall'amministrazione capitolina l'aveva fatta un anno fa la Corte dei conti del Lazio. Il ciclo dei rifiuti al collasso, il verde deturpato, il sistema degli appalti che fatica a ripartire. Tutto questo, per i giudici di viale Mazzini del Lazio, si traduce in un danno da circa 20 milioni di euro: 19.864.398, per l'esattezza, che i pm contabili vorrebbero far restituire a quattordici tra politici e funzionari. Ma l'eredità più pesante del "Mondo di mezzo" si vede tutti i giorni negli uffici di Palazzo Senatorio: tra gare d'appalto infinite, commissioni aggiudicatrici deserte, difficoltà endemiche a trovare qualcuno che «firmi le carte» per far andare avanti qualsiasi pratica. LE PRATICHE Chi ha governato Palazzo Senatorio dopo lo tsunami dell'inchiesta, per forza di cose, ha provato a troncare il vecchio vizio degli affidamenti diretti, almeno per le gare milionarie. Ma le procedure oggi restano invischiate nella burocrazia comunale, nei carteggi interminabili e nei rimpalli tra gli uffici. Insomma: dopo gli anni in cui tutto andava avanti in un certo modo, adesso anche i dirigenti e i funzionari senza alcuna macchia hanno paura di «metterci la faccia» nei procedimenti, per paura di essere considerati alla stregua di «quelli di prima». Interi settori sono stati falcidiati, come nel caso del Servizio giardini ormai è al collasso, dopo anni di tagli: sono rimasti meno di 300 addetti, quando dieci anni fa erano quasi 1.800, mentre quasi l'80 per cento degli alberi di Roma ha raggiunto l'età del fine vita. LE GARE Poi c'è il problema dei bandi di gara, che si ripercuote su tutta la manutenzione cittadina, a partire dalle buche. Nell'ultimo anno solare poco più di un terzo degli appalti finanziati del dipartimento sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu) sono stati regolarmente assegnati, con quasi 100 milioni di euro ancora inutilizzati, nonostante che siano passati diversi mesi, a volte anche più di un anno, dalla pubblicazione del bando. Un esempio eclatante è la gara d'appalto per i lavori di manutenzione ordinaria delle strade della Città eterna, incompleto da un anno e mezzi di cui peraltro se ne sente fortemente il bisogno: l'accordo quadro è suddiviso in 12 lotti, per un importo complessivo di 78 milioni. A causare questa lentezza sono le lungaggini burocratiche, ma soprattutto alle difficoltà che incontra l'amministrazione capitolina per mettere insieme le commissioni aggiudicatrici degli appalti, dopo che sono state messe in luce le troppe falle del sistema in Campidoglio. I funzionari rinunciano a far parte delle commissioni con pretesti di ogni tipo: dalla cerimonia in famiglia a temporanei problemi di salute. Secondo i sindacati, inoltre, mancherebbe «una formazione adeguata» e «la copertura assicurativa». Tanto che il Campidoglio sta pensando addirittura a dei bonus extra per chi partecipa alle sedute delle commissioni. LE REVOCHE Grossi problemi anche per le politiche sociali. Molti appalti che finivano alla galassia 29 giugno sono stati revocati, a partire dalle strutture dove venivano accolti gli immigrati richiedenti asilo. Il Comune ha chiuso in sequenza gli affidamenti dei centri di Pietralata 2, Tuscolana e via delle Acacie, nel quartiere di Centocelle, che da anni andavano avanti in regime di proroga senza bando. In tutto sono state smantellate dieci strutture. È stato bloccato anche l'appalto per l'assistenza e la sorveglianza del campo nomadi di Castel Romano, da sempre al centro di gravi problemi di ordine pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Un rattoppo sulla via Salaria, arteria storicamente martoriata dalle buche


Foto: Un albero caduto in Prati

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