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08/08/2018

DA SAPERE

Corriere del Ticino

LA SCINTILLA Lo stabile eVita di Giubiasco finisce sotto i riflettori a seguito di due interpellanze della deputata PPD Nadia Ghisolfi. La prima, datata 21 settembre 2017, e soprattutto la seconda del 9 novembre, composta da 30 domande che si soffermano sulle procedure seguite dal Consiglio di Stato e sui contatti tra promotori e funzionari. PRIME RISPOSTE Il 20 novembre 2017 il direttore del DFE Christian Vitta risponde a Ghisolfi in Gran Consiglio:«Abbiamo fatto verificare la nostra procedura dal giurista del Governo. L'acquisto dello stabile non sottostà alla legge sugli appalti pubblici. Quando lo Stato loca degli spazi non fa un concorso pubblico. Quando lo Stato acquista degli spazi, non fa un concorso pubblico». Non da ultimo Vitta evidenzia: «Al momento non c'è nessun vincolo contrattuale e l'ultima parola spetterà al Gran Consiglio, che è libero di approvare o meno il credito». VALZER DI PERIZIE Oltre al parere del giurista il Governo, altre perizie vengono fatte allestire per verificare la solidità giuridica delle procedure adottate dal Governo. L'analisi redatta dallo studio legale Kellerhals Carrard su mandato della Commissione della gestione precisa: «Il coinvolgimento dell'Ente pubblico durante la fase di progettazione dell'immobile, in particolare attraverso la concezione degli spazi interni e la definizione dei contenuti (...) sono risultati di portata non trascurabile. Ciò che lascerebbe propendere per l'assoggettamento dell'operazione alla legislazione in materia di commesse pubbliche». Diverso l'avviso della perizia allestita dallo studio Mattei su mandato della eVita immobilare SA: «Il progetto non è stato concepito secondo le esigenze del Cantone e la costruzione è stata promossa, progettata e realizzata dai promotori privati, che si sono assunti tutti i rischi dell'operazione o all'acquisto degli spazi da parte del Cantone, che prima della costruzione dell'immobile, non si è assunto alcun tipo di impegno giuridicamente vincolante». Da qui la conclusione: «Si può senz'altro concludere che l'operazione in disamina non sottostà in alcun caso alla legislazione sulle commesse pubbliche». LA GESTIONE TIRA IL FRENO In giugno la Commissione della gestione si spacca sul messaggio e rinvia ad autunno una decisione. «Ad oggi non ci sono assolutamente i presupposti per andare in Gran Consiglio afferma il presidente Raffaele De Rosa.

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