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07/12/2018

Cub: prescrizione Ferraro e Cosentino, 38 a processo

Il Mattino

IL CASO
Appalti, affari, corruzione, peculato, voto di scambio, presunte tangenti e l'ombra del crimine organizzato. Ma anche promozioni a più non posso, assunzioni non dovute e senza motivazioni, arretrati dispensati a destra e a manca ma solo per gli amici o le imprese amiche e poi episodi di clientelismo e minacce a un ex coordinatore della Dda, Felice Di Persia. È il contenuto dell'inchiesta sul Cub che coinvolge imprenditori, figure politiche (bipartisan), dipendenti, consulenti, commercialisti, avvocati e professionisti vari inizialmente erano in 108 per i quali la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha ottenuto il rinvio a giudizio per 38 persone dal gup Nicoletta Campanaro. Il processo si aprirà il prossimo maggio per gli ex sindaci Francesco Goglia (Casal di Principe) ed Enrico Fabozzi (Villa Literno), quest'ultimo condannato in passato per reati di camorra; entrambi ricoprirono ruoli di vertice nel Cub subito dopo la sua istituzione. Dovranno affrontare il dibattimento gli ex commissari liquidatori del Cub, come Gaetano Farina Briamonte, Domenico Pirozzi e Gianfranco Tortorano, e politici come Giuseppe Venditto, esponente del Pd, «colletti bianchi» come l'ex direttore generale del Cub Antonio Scialdone, ritenuto uno dei funzionari che si spese per le promozioni a pioggia di decine di dipendenti che non avevano requisiti né titoli per occupare mansioni di livello superiore, con un forte aggravio per la casse dell'ente, finanziato dai canoni pagati dai Comuni; manovre che secondo l'accusa furono fatte sia prima delle elezioni comunali a Vitulazio che delle regionali del 2010, quando si candidò la moglie di Scialdone Michela Pontillo anch'essa rinviata a giudizio e, tra gli altri, Francesco Cundari, Annamaria Del Vecchio e Gianluca Natale. Prescritti i reati per Nicola Cosentino, Nicola Ferraro (ex consigliere regionale Udeur) e l'imprenditore dei Belforte, Angelo Grillo. Un giro di diversi milioni di euro erogati spesso senza necessità o in modo irregolare attraverso delibere e bandi che favorivano precisi gruppi imprenditoriali o consulenti. bi.sa.
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