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18/06/2019

Costruzioni, 2 punti di crescita Ma le opere pubbliche a -3,6%

Il Mattino di Padova - Elvira Scigliano

il rapporto congiunturale di ance
PADOVA. Gli investimenti in costruzioni sono in crescita: nel 2018 l'incremento è stato del 2,1%, confermando l'andamento positivo dell'anno precedente. Anche le previsioni per il 2019 confermano questo trend nel settore (+2,8%) e un'inversione di tendenza negli investimenti in opere pubbliche con un +2, 5%. Una boccata d'ossigeno se si pensa la spesa in opere pubbliche l'anno scorso ha registrato -3, 6%. Sulla ripresa gioca un ruolo importante la manutenzione del patrimonio abitativo, grazie agli incentivi e al Piano Casa, ma anche gli interventi privati in costruzioni non residenziali. Gli investimenti in opere pubbliche , infine, quest'anno dovrebbero segnare una crescita del 2,5%, secondo le previsioni di Ance Veneto, l'associazione dei costruttori edili che ieri ha presentato a Banca Etica il XVII rapporto congiunturale sul comparto in Veneto.Clima moderatamente ottimista ma il settore è cauto dopo aver perso, negli ultimi anni, circa 13 mila imprese e 81. 200 occupati. «Basti pensare che i permessi a costruire, in Veneto, erano 40.713 nel 2005 e oggi sono ridotti a 5657», commenta il presidente di Ance, Giovanni Salmistrari. A trainare il mercato immobiliare sono i numerosi interventi di riqualificazione delle singole unità abitative, grazie anche alle agevolazioni fiscali (55%/65%). In tal senso uno strumento positivo si è rivelato il Piano Casa. Secondo dati della Regione - rappresentata dall'assessore allo sviluppo Roberto Marcato - dal 2014 al 2017, il numero complessivo di provvedimenti autorizzati per ampliamenti risulta pari a 16 359. Inoltre, crescono gli investimenti in costruzioni non residenziali privati, +4, 5% rispetto al 2017, sostenuti da un ottimo andamento delle erogazioni dei finanziamenti alle imprese, aumentate del 23, 7% pari a 1, 2 miliardi di euro. «Gli indicatori sugli investimenti privati», continua Salmistrari «sono il riflesso della situazione economica che nel 2018 ha mostrato importanti segnali di ripresa e di cui ha risentito positivamente il settore. Questo trend, però, rischia di arrestarsi a causa delle prospettive negative della nostra economia che parlano di una concreta possibilità di recessione e questo significherebbe mettere in difficoltà un settore che ha già pagato un conto salatissimo a causa della crisi».Secondo l'Ance un ostacolo pesante è la burocrazia: «Il problema non è solo lo sblocco degli investimenti», dice il presidente «ma soprattutto le criticità e le difficoltà degli amministratori locali di dare il via ai cantieri. Oggi i tempi della burocrazia delle stazioni appaltanti superano a volte quelli della realizzazione dell'opera, ovvero il lavoro di cantiere è più breve di quello degli uffici. Un esempio: sei mesi fa ho vinto una gara di media portata (diciamo una strada o la ristrutturazione di una scuola), da allora non ho saputo più nulla. Perciò allo sblocca cantieri e sospensione del codice appalti rischiano di rivelarsi sterili se non si mettono le amministrazioni locali nella possibilità di spendere liberando gli amministratori dalla paura del danno erariale, un incubo che frena ogni scelta». --Elvira Scigliano