MENU
Chiudi
24/10/2018

Costaggini: le anomalie di acquisto della Provincia

Il Messaggero

La Provincia, quando acquistò l'immobile della società Edilbeta destinato a ospitare il convitto Costaggini, adottò una procedura che può essere ricondotta nell'alveo delle scelte discrezionali, sindacabili, ma non perciò solo illegittime. E' l'anomalia rilevata dall'Autorità di vigilanza nell'iter per individuare una struttura da «costruire e non già costruita», che così avrebbe aggirato la norma sugli appalti consentendo di affidare i lavori allo stesso venditore senza ricorrere a una selezione tramite gara pubblica. La stessa Autorità aveva stigmatizzato la scelta «configurandosi la Provincia come dissimulato appaltante», per poi ritenere «astrattamente ammissibile il meccanismo in quanto preceduto dalla pubblicazione di un avviso esplorativo e da meccanismi di valutazione comparativa». Il riferimento è all'indagine di mercato commissionata dalla giunta Melilli nel 2007, dopo una serie di riunioni con i rappresentanti della scuola, per individuare una struttura da affittare (tentativo fallito perché l'Edilbeta propose un canone troppo alto), prima della decisione di acquistarne uno di proprietà, operazione perfezionata con la stessa società di Antonacci.
Lo scrivono i giudici del tribunale nelle motivazioni della sentenza con la quale hanno condannato il costruttore e amministratore dell'Edilbeta Antonio Antonacci a 10 mesi di arresto per abuso edilizio (opere realizzate senza permesso, il difensore Riziero Angeletti ricorrerà in appello), ma assolvendolo con formula piena dall'accusa di truffa insieme ai dirigenti della Provincia Pellegrino Bosco (scagionato anche dalla turbativa d'asta), all'epoca responsabile del procedimento di acquisto, e del Comune Manuela Rinaldi (assolta dall'abuso di ufficio) che rilasciò la concessione per ultimare l'edificio e cambiarne la destinazione d'uso da alberghiero a struttura ricettiva per gli studenti, reato ipotizzato perché tacendo sulla mancanza dei nullaosta da parte dell'Ardis regionale (rilasciato poi) e dei vigili del fuoco in tema di sicurezza dei luoghi e sull'esistenza di vincoli idrogeologici, avrebbero indotto l'Agenzia per il territorio a sopravvalutare il valore dell'immobile. Per il tribunale, l'istruttoria non ha dimostrato sufficientemente i profili del vantaggio ingiusto per il venditore (Antonacci) e il danno per l'acquirente (la Provincia) che avrebbe pagato di più. Resta, ora, da sanare l'abuso edilizio, anche in vista del passaggio di proprietà tra l'Edilbeta e l'Ente, quando quest'ultimo avrà estinto il leasing di 11 milioni con l'istituto finanziario.
Massimo Cavoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore