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15/01/2019

Corsa contro il tempo per proteggere i moli ma la burocrazia è alleata delle mareggiate

Il Secolo XIX - SERGIO DEL SANTO

FOCUS
Ibacini portuali di Savona e Vado Ligure stanno chiudendo i conti con la mareggiata di fine ottobre ma si apre un nuovo fronte per prevenire gli effetti devastanti di possibili nuovi eventi meteo di eccezionale violenza. Cos ì , mentre entro gennaio saranno completati i lavori di somma urgenza per mettere in sicurezza la diga foranea sotto il Priam à r e il muro paraonde del porto di Vado, l'Autorit à di Sistema Portuale ha messo sul piatto 130 milioni di euro per nuove opere di difesa, ripristini di banchine e piazzali, manutenzioni. I soldi sono gi à stanziati: il problema è riuscire a spenderli in tempi rapidi. « Sono lavori che si devono mettere in cantiere subito - spiega Paolo Canavese, direttore dei porti di Savona e Vado - ma il rischio è di finire in un grande ingorgo e di accumulare pesanti ritardi. Siamo in attesa che al governatore Toti siano estese le competenze commissariali anche per quanto riguarda l'emergenza mareggiata, compresi i poteri di semplificare le procedure autorizzative degli interventi. Se si applicano, anche in casi come questo, le norme del codice degli appalti, spostiamo tutto in avanti di qualche anno » . Tempo che manca e che comunque non va dilapidato. A fine anno il grande terminal contenitori che si allunga nella rada di Vado sar à completato, ma sar à protetto solo parzialmente dall'attuale molo foraneo. Sono pronti e disponibili gli 80 milioni necessari per allungarlo e ruotarlo verso il mare aperto, ma servono progetti, autorizzazioni, gare d'appalto. Nel frattempo le colossali onde di ottobre hanno parzialmente abbattuto un centinaio di metri del muro nei pressi della radice della diga, causando danni anche alle banchine della Calata Nord (traghetti). I lavori di somma urgenza, affidati a Fincosit per 200 mila euro e quasi completati, sono rivolti a ricostruire il paraonde fino a quasi 7 metri di altezza. Più gravi i danni al molo sopraf lutti di Savona, dove le onde hanno scavato in profondit à aprendo una falla all'altezza del Terrapieno Sud e gravemente danneggiato la mantellata a protezione del piazzale e dell'area dei Depositi Costieri. La diga è ora esposta all'azione diretta delle onde con rischio di collasso improvviso anche con mareggiate di modesta entit à . I lavori, affidati all'impresa CEM di Napoli (spesa un milione di euro), prevedono la posa di nuovi tetrapodi per ricostruire la scogliera frangif lutti e iniezioni di calcestruzzo in grande quantit à . Ma cessate le "urgenze estreme " resteranno in piedi tutte le altre. Il piano dei lavori per il bacino di Savona prevede tra l'altro un intervento da 8 milioni per rinforzare l'intera diga e innalzare il muro paraonde, mentre su Vado saranno spesi 2 milioni per il ripristino dell'intero molo foraneo e 6 milioni per la messa in sicurezza delle opere distrutte alla "Scassa Nord " e sulla "Calata Nord " . Importanti interventi di ripristino anche per i piazzali e i fabbricati operativi (l'intera area portuale di Savona è stata invasa dalla sabbia trasportata dalle onde): 2,4 milioni per la riasfaltatura di 35 mila metri quadrati, 5 milioni per la messa in sicurezza di strutture e fabbricati, 1 milione per realizzare un nuovo accesso di emergenza al porto, su richiesta dei vigili del fuoco. Due milioni, a Vado Ligure, per le asfaltature, e particolare attenzione alla messa in sicurezza dei corsi d'acqua nel retroporto: 2 milioni per il rio Sant'Elena, 150 mila per rio Cappella (dove interverr à anche l'Interporto Vio per la parte di competenza). Infine mezzo milione di euro serviranno per risistemare il terrapieno della Margonara, utilizzato come parcheggio estivo e investito dalla furia della mareggiata. - c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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