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05/07/2019

Corruzione per gli appalti negli enti pubblici, 8 arresti

Il Messaggero

In carcere l'imprenditore di Veroli Alfredo Coratti e il tecnico comunale di Sgurgola Luciano Bellardini
L'INCHIESTA
Soldi, assunzioni, la promessa di pagare il pranzo per festeggiare il proprio pensionamento, anche semplici scope di vimini, l'intestazione di una Apecross. In cambio venivano omessi i controlli sugli appalti pubblici oppure si assegnavano lavori in maniera dubbia. Emerge una pratica di presunto malaffare, radicato e diffuso, nell'ennesima inchiesta condotta dal nucleo investigativo del Nipaf dei carabinieri forestali di Frosinone. Coinvolti imprenditori, funzionari pubblici e politici. Il filo rosso è sempre quello legato agli appalti pubblici per raccolta rifiuti e le manutenzioni ambientali.
GLI ARRESTATI
Ieri mattina, dalle prime ore dell'alba, sono state eseguite 8 misure cautelari, 2 in carcere e 6 ai domiciliari, firmate dal gip di Frosinone Ida Logoluso su richiesta dei sostituti procuratori Barbara Trotta e Vittorio Misiti.
In carcere sono finiti Alfredo Coratti di Veroli, 36 anni, amministratore unico della società Tac Ecologica, già ai domiciliari per l'inchiesta al Comune di Cervaro; e Luciano Giovanni Bellardini, di Sgurgola, 63 anni, tecnico del Comune di Sgurgola e amministratore di fatto della società Biemme di Anagni.
Altre 6 persone sono finite agli arresti domiciliari: Lucio Giuseppe Formaggi, 68 anni, assessore comunale di Sgurgola; Paola Murgia di Sgurgola, 59 anni, moglie del tecnico comunale di Sgurgola e rappresentante di fatto della società Biemme di Anagni; Mattia Bellardini di Sgurgola, 37 anni, figlio del tecnico comunale di Sgurgola e amministratore unico della stessa società; Alessandro Recine di Ceccano, 30 anni, in qualità di addetto alle attività amministrative della stessa società; Domenico Spaziani, 66 anni, ex funzionario della Asl di Frosinone e Vincenzo Rocchi, 44 anni, dipendente della Città Metropolitana di Roma.
Oltre agli 8 colpiti dalle misure cautelari, ci sono 9 indagati a piede libero. Tra loro anche i sindaci di Sgurgola e Anagni (vedi articolo in basso).
I reati contestati a vario titolo sono i seguenti: corruzione, abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa e traffico di influenze illecite.
Tra i difensori dei principali arrestati gli avvocati Giampiero Vellucci, Mario Di Sora e Riccardo Masecchia.
DUE ANNI D'INDAGINE
L'indagine ha riguardato inizialmente il Comune di Sgurgola seguendo il filo rosso delle precedenti inchieste sulla società Tac Ecologica di Veroli, già al centro di altri procedimenti penali, che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti per conto di Comuni della provincia di Frosinone. I carabinieri forestali del Nipaf, agli ordini del maggiore Vitantonio Masi, e del comandante provinciale Giuseppe Lopez, hanno lavorato due anni. Intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, analisi di una mole considerevole di carte.
I dettagli dell'operazione sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa dal comandante Lopez e dal maggiore Masi.
Come detto, la vicenda madre, ha riguardato il Comune di Sgurgola, dove la Tac Ecologica svolgeva il servizio di nettezza urbana. Nei confronti della società erano state mosse numerose contestazioni per disservizi che si erano tramutate anche in sanzioni come previsto dal capitolato di appalto. «Tali sanzioni - ha spiegato ieri Masi - che potevano essere decurtate dalle fatture per il servizio pagate dal Comune, non sono mai state riscosse dal tecnico comunale». Appunto Luciano Giovanni Bellardini, il quale, contesta il Nipaf, «avrebbe anche potuto avviare anche l'iter di risoluzione contrattuale». In cambio di tale presunta compiacenza, il tecnico avrebbe ottenuto dalla Tac Ecologica il sub appalto per altri lavori in altri Comuni della Ciociaria a favore della Biemme di Anagni, di cui lo stesso Bellardini, secondo l'accusa, era amministratore di fatto. Questa società, insieme alla Tac Ecologica di Veroli, è uno dei fulcri dell'inchiesta.
Non solo i tecnici, ma anche gli amministratori pubblici si sarebbero messi a disposizione della Tac Ecologica e della Biemme. In particolare l'assessore Giuseppe Lucio Formaggi, finito ai domiciliari, «si sarebbe adoperato per pagare le fatture alla società di Veroli, chiedendo e ottenendo in cambio due assunzioni, ma anche altre utilità, come tre scope di vimini». Lo stesso assessore, ha spiegato sempre il Nipaf, «avvisava dei controlli in programma dei vigili urbani di Sgurgola e in un'occasione interveniva per non far elevare una sanzione».
Tra gli altri scambi di favore, gli investigatori ne hanno ricordato uno in particolare: il tecnico comunale di Sgurgola Bellardini, dovendo smaltire con la propria società alcuni ingombranti, si è servito della Tac Ecologica per far figurare i costi di smaltimento a carico del Comune, anziché della propria società, con dei formulari firmati dallo stesso tecnico.
GLI ALTRI EPISODI
Nell'ordinanza vengono contestati altri 6 episodi, di cui due hanno portato all'adozione di misure cautelari.
Il primo riguarda la Asl di Frosinone con i domiciliari per Domenico Spaziani, funzionario della Asl ora in pensione. La società della famiglia Bellardini, la Biemme aveva vinto un appalto per la manutenzione degli spazi verdi della Asl. Quando l'appalto è scaduto, secondo l'accusa, la società avrebbe continuato a ricevere il pagamento delle fatture, o pagamenti in eccesso rispetto al previsto. Ciò ha provocato un danno per decine di migliaia di euro per la Asl. In cambio l'ex funzionario avrebbe ricevuto dalla Biemme somme in denaro (che non è stato possibile quantificare) e la promessa del pagamento del pranzo che il dipendente dell'azienda sanitaria intendeva offrire per il suo imminente pensionamento.
Un altro presunto episodio corruttivo messo in atto dai rappresentanti della Biemme riguarda la Città metropolitana di Roma (l'ex Provincia): un funzionario dell'ente, Vincenzo Rocchi, finito ai domiciliari, avrebbe ricevuto una tangente di 2.500 euro in cambio dell'affidamento dei lavori edili in una scuola.
Pierfederico Pernarella
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