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26/07/2018

Corruzione, i consigli del funzionario dell’Astral

Il Messaggero

L'INCHIESTA
Il funzionario dell'Astral si sarebbe preoccupato più degli interessi dell'azienda relativi all'appalto che della sicurezza stradale. A queste conclusioni sono giunti gli inquirenti alla luce di alcune intercettazioni riportate nell'ordinanza di misure cautelari che ha disposto sia per il dipendente della società regionale - Giampaolo Fontana di Sezze - che per l'imprenditore, Giancarlo Parente di Veroli, la sospensione dall'esercizio delle loro professioni per un anno.
L'inchiesta, condotta dal personale della sezione carabinieri presso la procura agli ordini del luogotenente Pietro Piucci e coordinata dal procuratore Giuseppe De Falco, ha riguardato l'appalto, per circa 4 milioni di euro, relativo al servizio di sorveglianza, reperibilità H24, manutenzione ordinaria dello lotto 4 sud, aggiudicato a due ditte: la Sibar di Frosinone e quella riferibile l'imprenditore di Veroli Giancarlo Parente. Il lotto in questione è composto dalle strade Pontina (tratto Latina-Terracina), la Monti Lepini, e la Carpinetana.
Secondo l'accusa Fontana, nonostante il suo ruolo di direttore dei lavori, avrebbe omesso di contestare alcune irregolarità rispetto a quanto previsto dall'appalto e consigliato alle ditte come presentare dei dati relativi agli orari di lavoro e agli operai impiegati non rispondenti al vero. In cambio di questa compiacenza, contesta la Procura, l'architetto avrebbe ottenuto l'utilizzo di due auto (prima una Ford Fiesta, poi una Renault Clio) prese a noleggio dalle ditte appaltatrici. Per questo i reati contestati sono corruzione e frode in pubbliche forniture.
In una conversazione telefonica intercettata si parla della sostituzione delle barriere metalliche sulla Monti Lepini. Fontana consiglia a Parente di non sostituirle tutte perché in quel modo, osservano gli inquirenti, l'intervento, in quanto manutenzione straordinaria con tutti i controlli del caso, non poteva essere di competenza della ditta ciociara appaltatrice della manutenzione ordinaria. Ecco allora che il funzionario suggerisce: «Ogni trenta, quaranta, mettine di una quelle vecchie... perché dopo novanta metri ci sta il crash test». Quando l'imprenditore Parente fa osservare che se gli operai hanno fatto così è perché le barriere erano malridotte, l'architetto consiglia di fare «all'italiana», testualmente.
Negli uffici dell'Astral qualcuno si era accorto delle anomalie. Un ingegnere che era addetto alla ricezione dei report giornalieri dei lavori inerenti all'appalto ha riferito agli investigatori che fece notare a Fontana che le ditte, contrariamente da quanto previsto dall'appalto, non si erano dotate di sistema Gps e che a suo parere il tempo indicato dalle ditte per la riparazione delle buche era eccessivo. Il funzionario dell'Astral assicurò che era tutto in regola.
L'architetto invece è il primo a preoccuparsi quando scopre che i rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade sono stati smaltiti in un terreno lungo la Monti Lepini, di fronte al ristorante il Patricano. La discarica verrà poi sequestrata dalla Procura, il funzionario pubblico è a conoscenza di quello che sta accadendo, ma non presenta una denuncia né contesta l'irregolarità alla ditta. In una intercettazione ecco cosa dice a Giancarlo Parente: «So passato sulla 156, stanno a butta' la roba dentro qua, ci vengono a piglia, ma stai a scherza Gianca'? Mannala alla discarica sta roba».
P.P.
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