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08/10/2018

Conti pubblici, si naviga a vista

ItaliaOggi Sette - ANTONIO GIANCANE

L'attuazione delle misure previste dal contratto di governo farà impennare il defi cit
Debito/pil: previsioni agganciate a una crescita del 3,1%
Quota 100 per le pensioni, fl at tax per le partite Iva e reddito di cittadinanza: nella manovra fi nanziaria per il 2019, in base alla Nota di aggiornamento al Def 2018 diffusa nei giorni scorsi, saranno inseriti tutti i provvedimenti principali del contratto di governo M5SLega. L'impatto di questi e altri provvedimenti, per circa 20 miliardi di euro, determinerà una impennata del defi cit di cassa dallo 0,8% previsto nel piano Padoan fi no al 2,4% del pil. Misure da affi ancare alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per evitare l'aumento Iva, che costa, per il 2019, 12,5 miliardi di euro, e che dovrebbe trovare compensazione anche in alcune misure una tantum ormai defi nite, come il gettito del provvedimento di condono fi scale . Nonostante il quadro di finanza pubblica non sia dei migliori, il Tesoro delinea un percorso di ulteriore riduzione del rapporto debito/ pil anche per 2019 rispetto al 131% di quest'anno, al 130,0%. Possibile? Certo, ma a condizione di un ritmo di crescita del pil nominale pari al 3,1%; il che signifi ca due cose: o una forte inversione dell'attuale tendenza al rallentamento della crescita economica; oppure più infl azione. È evidente che le conseguenze non sono le medesime e lo scenario non garantisce da un sicuro aumento degli oneri per interessi. Il governo in realtà stima per il 2019 una crescita dell'1,5%, mentre tutte le principali istituzioni internazionali e altri enti che producono stime economiche, ritengono che nel prossimo anno la crescita economica in Italia sarà intorno all'1%. Ma non basta. Nel maggio scorso la Commissione europea aveva già criticato il fallimento degli obiettivi per il 2017, tuttavia aveva valutato positivamente l'adozione delle riforme richieste al Paese e aveva considerato come attenuante condizioni cicliche ancora deboli. Il rientro fi nanziario, nonostante i margini concessi dalla Ue, non poteva più tardare. Da qui la pressante richiesta all'Italia di utilizzare i maggiori introiti fiscali esclusivamente per ridurre il debito pubblico. Dall'Europa al governo gialloverde la richiesta di un aggiustamento «solo» dello 0,5% nel 2018 e dello 0,6% nel 2019. Qui arriva lo «strappo» del governo populista: il governo italiano ritiene che l'eccessiva restrizione fiscale «potrebbe mettere a rischio la ripresa economica e la coesione sociale (...) e che politiche economiche più efficaci siano in grado, accelerando la crescita, di portare ad una più veloce riduzione del debito; suffi cienti risorse devono essere destinate alle misure individuate per favorire la crescita». Infatti gli interventi previsti nella manovra, a giudizio del Tesoro, dovrebbero spingere la crescita di 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 nel 2020 e di 0,3 nel 2021. Le risorse. Vediamo le risorse stanziate. Oltre 16 miliardi sarebbero destinati al reddito di cittadinanza e sul piano previdenziale alla cosiddetta quota 100. L'introduzione del reddito di cittadinanza sarà inserita in un disegno di legge collegato alla legge di Bilancio; sull'effettivo onere del provvedimento, in assenza delle norme, è lecito nutrire qualche dubbio, correlato alla complessità e alla tempistica dell'intervento. Alla fl at tax saranno destinati 2 miliardi, mentre un miliardo sarà a disposizione per il miglioramento dei centri per l'impiego. Previsto inoltre un miliardo per assunzioni straordinarie nelle forze dell'ordine e 1,5 miliardo di euro destinato a risarcire i truffati dalle banche. In rialzo (più un miliardo) anche l'incidenza della spesa sanitaria sul pil. Sul piano del rilancio degli investimenti si parla di un generico «rilancio degli investimenti pubblici attraverso l'incremento delle risorse fi nanziarie», il rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali nella fase di progettazione e valutazione dei progetti, nonché una maggiore effi cienza dei processi decisionali a tutti i livelli della pubblica amministrazione, delle modifiche al Codice degli appalti e la standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato (PPP). Riforme che non sembrano in grado di invertire l'attuale crisi degli investimenti pubblici e la sostanziale paralisi della p.a. Si prevede inoltre un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria. Qui si intende chiedere alla Commissione europea il riconoscimento della fl essibilità di bilancio. Inoltre il premier Giuseppe Conte promette politiche di rilancio dei settori chiave dell'economia, in primis il manifatturiero avanzato, le infrastrutture e le costruzioni. Libro dei sogni? Forse, se si passerà dai propositi alle effettive coperture finanziarie. Appare evidente che questa manovra non soddisferà le condizioni richieste dalla Commissione europea. In realtà l'unico punto di forza di Tria è costituito da una piattaforma di bilancio già in parte impostata con metodo espansivo dalle ultime tre leggi fi nanziarie. In particolare l'ultima manovra (che molti non a caso avevano giudicato «elettoralistica») ha rafforzato con l'assenso della Ue tutte le voci di spesa sulla previdenza (Ape, esodati), sul pubblico impiego (contratto e assunzioni); sugli incentivi all'occupazion e, sull'assistenza e lotta alla povertà, su industria 4.0, su incentivi vari e immigrazione. A quanto ammonta il «tesoretto» che Tria erediterà dal centrosinistra? Sul piano fi scale siamo attorno ai 5-6 miliardi, comprensivi del meccanismo a scorrimento del ravvedimento fiscale e degli effetti prevedibili del fi scal drag. Sul piano della spesa, le risorse già stanziate da utilizzare o riallocabili potrebbero essere anche superiori. © Riproduzione riservata

Flessibilità per l'Italia nel Patto di Stabilità

Quadro programmatico di fi nanza pubblica

(in percentuale del PIL)

Fonte: Nadef 2018 Fonte: Nadef 2018

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