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05/06/2019

Conte, l’uomo di riserva del M5S

La Stampa - MARCELLO SORGI

TACCUINO
Per quanto presentata come risolutiva, solida, definitiva, la tregua siglata ieri in una telefonata tra Di Maio e Salvini resta circoscritta al solo decreto sbloccacantieri, approvato un mese fa dal consiglio dei ministri, rimasto a galleggiare, vittima di una sorda resistenza pentastellata in Parlamento e alla fine recuperato sulla base di un compromesso che non sospende del tutto il codice degli appalti, come chiedeva Salvini, ma accontenta nella sostanza la Lega, che considera lo stesso codice come l'ostacolo maggiore alla ripresa dei lavori pubblici. Dopo la conferenza stampa di Conte con l'autaut in cui aveva minacciato le dimissioni se i due alleati-avversari non avessero ripreso a collaborare, Di Maio ha cercato di rassicurare il Presidente della Repubblica, senza riuscirci pienamente. L'impressione è che la mossa del premier sia stata prematura e che una crisi aperta adesso sarebbe arrivata troppo presto, sia rispetto all'ipotesi di una rottura che porterebbe a elezioni anticipate, possibili a partire dal 20 luglio, sia per un difficile, e non ancora tentato seriamente, chiarimento, con conseguente riscrittura degli accordi di governo e eventuale rimpasto della compagine. Perché allora Conte si sarebbe prestato - molti dicono su pressione dei 5 stelle, dai quali, forse proprio per fugare i sospetti, ha cercato di prendere le distanze nella sua conferenza stampa - a un'iniziativa così dirompente, e del tutto irripetibile, senza prima dimettersi come ha minacciato, nel caso in cui il braccio di ferro interno alla maggioranza giallo-verde dovesse riprendere? Semplicemente perché gli è stato chiesto, e opporsi avrebbe significato aprire una frattura reale con il Movimento che lo ha portato a Palazzo Chigi, dopo aver già visto compromessi dall'andamento della campagna elettorale i suoi rapporti con la Lega. In caso di elezioni anticipate, con Di Maio costretto a non ricandidarsi dalla regole dei due mandati e dal pessimo risultato elettorale delle Europee, e con Di Battista in grado di rappresentare solo la linea dell'opposizione, al momento minoritaria tra i grillini, Conte potrebbe trasformarsi nell'uomo della riserva, anche se non si sa se questa sia una sua ambizione o piuttosto un'illusione. - c