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25/10/2018

Concorso da rifare vincitrice e docente collaborano troppo

La Repubblica - ILARIA VENTURI

Alma Mater
C'è un possibile conflitto di interessi tra il commissario interno e la candidata che ha vinto. Dunque, il concorso è annullato. Il caso somiglia a quello del premier Conte, ma qui la decisione dell'ateneo è clamorosa: per un posto da ricercatore di tipo B in Storia della filosofia antica è tutto da rifare: nuova commissione e candidati da sottoporre ad un secondo giudizio.
pagina IX C'è un possibile conflitto di interessi tra il commissario interno e la candidata che ha vinto. Dunque, il concorso è annullato. La decisione dell'ateneo è clamorosa: riguarda il bando per un posto da ricercatore di tipo B in Storia della filosofia antica. E' il canale che porta poi ad entrare in università come docenti associati, una volta abilitati, ma stavolta si fermerà. Tutto da rifare, dunque: nuova commissione e candidati da sottoporre ad un secondo giudizio. Il decreto rettorale è di una decina di giorni fa e l'annullamento degli atti del concorso, bandito a febbraio scorso al dipartimento di Filosofia e comunicazione, è stato deciso dall'ateneo in sede di autotutela, per evitare ricorsi successivi al Tar o in Procura. È stato l'esposto di un candidato, tra i quattro in gara, spiega il direttore del dipartimento Carlo Gentili, ad avviare la procedura.
«L'ateneo ha voluto agire in modo cautelativo. Non entro nel merito, ma ricordo che non si contesta nulla alla commissione rispetto all'attribuzione dei punteggi».
Nel mirino è finito il commissario interno, Walter Cavini, docente di Storia della filosofia antica.
Cosa gli viene contestato? Una collaborazione scientifica continua con la candidata che ha vinto il posto da ricercatrice: è stato relatore della sua tesi, tutor quando era assegnista di ricerca, cultore della materia presente agli esami. E poi ci sono convegni, tra cui uno di quest'anno organizzato tra Bologna e Oxford coi migliori esperti del settore, e seminari curati insieme. Fin qui tutto normale, ogni allievo segue le orme del suo professore. Come riportato nel decreto, lo stesso docente obietta che è l'unico "incardinato" in Storia della filosofia antica e segue dal 1991 tutte le tesi della sua disciplina.
La linea di discrimine è sottile. E dopo il giro di vite, arrivato col nuovo codice di trasparenza per i concorsi universitari a firma del commissario anticorruzione Raffaele Cantone e dell'ex ministra Valeria Fedeli, quel discrimine si è fatto stringente.
Nel decreto rettorale si citano infatti le indicazioni dell'Anac: «L'esistenza di un rapporto di collaborazione costante è idonea a determinare una situazione di incompatibilità dalla quale sorge l'obbligo di astensione del commissario». In forma ben più grave, perché in gioco c'erano rapporti professionali, è in sostanza quanto è scoppiato sul concorso del premier Conte. Per la commissione dell'Alma Mater che passa al vaglio le selezioni c'erano in questo bando locale i presupposti per procedere all'annullamento. All'inizio dell'anno prossimo sarà rifatta la procedura. «Che ci sia continuità di collaborazione scientifica tra un maestro e un allievo è un segno di garanzia - osserva Gentili -. È il modo di concepire i concorsi che sta cambiando. Il rischio è che così si possa arrivare a una specie di paralisi dei concorsi». Il bando era stato segnalato con una lettera al rettore Ubertini dall'Osservatorio indipendente sui concorsi universitari. «Bisogna dare atto all'università di avere fatto un riesame molto accurato - commenta il professor Paolo Trovato, tra i fondatori dell'Osservatorio -. Se tutte le amministrazioni si muovessero con la stessa serietà, la battaglia per la legalità nel reclutamento, che cerchiamo di portare avanti, sarebbe già vinta».

Foto: Scuola di Lettere Un'aula di via Zamboni 38

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