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24/08/2018

Concessioni ai lidi blitz della Finanza sui litorali stabiesi e di Vico Equense

La Repubblica - mauro de riso

L'inchiesta
Acquisiti per ordine della Procura atti e documentazione I controlli dopo la denuncia di "Repubblica" sul mare negato Verifiche su abusi all'interno degli stabilimenti e lavoro nero
Concessioni nel mirino, la Finanza setaccia i lidi di Castellammare e Vico Equense. Il blitz della fiamme gialle ha colto di sorpresa i gestori degli stabilimenti balneari sul tratto di costa che va dal litorale stabiese fino alle prime propaggini della penisola sorrentina. Dopo l'inchiesta di "Repubblica" relativa alle tariffe esose dei lidi, la Finanza di Castellammare ha fatto tappa in cinque stabilimenti stabiesi e un altro sul territorio di Vico Equense ha acquisito atti e documentazione e ha monitorato rispetto delle norme di fruizione dei lidi e verificato l'eventuale presenza di strutture abusive e lavoratori pagati in nero.
Le indagini hanno riguardato principalmente alcuni stabilimenti sul versante di via Acton, estendendosi anche in via Panoramica, da Pozzano fino a Vico. Si tratta di un filone dell'inchiesta che coinvolge l'intero tratto di costa che va da Torre del Greco a Sorrento. E il blitz è scattato su richiesta della Procura di Torre Annunziata per accertare l'esistenza di eventuali irregolarità nella gestione delle spiagge. Nel mirino sono finite soprattutto le concessioni demaniali che risalgono al 2011, quando l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, tentò di avviare una procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione delle aree del demanio marittimo per quattro lidi di via Acton. Il Comune optò per la strada del bando in ragione della "non sottoposizione alla proroga legale", in quanto le concessioni scadute il 30 novembre 2009 furono rinnovate con concessione temporanea anche per tutto l'anno seguente.
Ai titolari delle vecchie gestioni il Comune imputò violazioni e illeciti immediatamente impugnati dai gestori. E nel frattempo il bando per le concessioni si concluse inizialmente con un nulla di fatto per vizi formali legati alle domande pervenute. Nell'aprile del 2012 le concessioni demaniali furono aggiudicate e a prevalere furono i quattro precedenti gestori, che parteciparono nonostante le violazioni contestate, ma il Tar a marzo 2013 rigettò i loro ricorsi facendo decadere le aggiudicazioni. I tempi ristretti imposero l'indizione di una nuova gara ad opera dell'amministrazione guidata stavolta da Nicola Cuomo.
Ma nel frattempo il Consiglio di Stato annullò la sentenza del Tar, accogliendo i ricorsi dei concessionari contro la decadenza. E così per i vecchi gestori scattò la proroga fino al 31 dicembre 2015, poi rinnovata ulteriormente per un anno fino all'insediamento dei sindaco Antonio Pannullo, che decise di prorogare le concessioni fino al 31 dicembre 2020 sulla scorta della tendenza della normativa europea e nazionale nel "tutelare il legittimo affidamento dei concessionari, al fine di permettere loro di poter ammortizzare gli investimenti effettuati". Il costo delle concessioni, tra l'altro, si aggira tra i 20mila e i 30mila euro annui, a seconda dell'estensione dei lidi. Ma le indagini sulla regolarità delle proroghe e delle autorizzazioni per la gestione degli stabilimenti balneari vanno di pari passo con l'attività avviata dalla guardia costiera, che nel luglio 2017 decise di prelevare tutta la documentazione sulle concessioni presso il Comune di Castellammare. L'inchiesta, che rientra nel filone relativo alle indagini sul tratto di costa che va dal litorale corallino fino a Sorrento, ha consentito alle fiamme gialle di verificare anche la presenza di abusi all'interno degli stabilimenti balneari. E, in base ai riscontri della Finanza, sono all'esame anche alcuni lavoratori pagati in nero, il che renderebbe ancor più complesso lo scenario per i gestori dei lidi. Fra due anni e mezzo, intanto, le concessioni andranno in scadenza. E il bando che sarà indetto in vista dell'estate 2021 segnerà una nuova tappa del percorso che potrebbe rivoluzionare l'assetto degli stabilimenti balneari su tutto il tratto di costa.

Foto: Un lido privato. Controlli della Guardia di Finanza su concessioni, abusi interni negli stabilimenti e lavoro nero