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10/10/2018

Con la scusa del Ponte, i potenti di Genova battono cassa per sé

Il Fatto Quotidiano - ANDREA MOIZO

ASSALTO AL DECRETO Processione a Montecitorio per chiedere altri fondi
La Camera di Commercio denuncia " danni per 400 milioni " , per sanare anche vecchi pendenze. L ' Autorit à portuale vuole milioni per lavoratori e infrastrutture MOIZO A PAG. 5 Promessa mantenuta. La delegazione polimorfa organizzata dalla Camera di Commercio di Genova con 40 sigle del mondo economico cittadino - imprenditoria, ordini professionali, sindacati - si è presentata in audizione alla Camera sul decreto post-Morandi con un pesante cahier de doléance e un mantra unico: la città è a terra, le risorse stanziate risibili, servono sussidi, sgravi fiscali, assunzioni. IL DECRETO non è perfetto, concordano persino gli autori. L ' articolo 1, quello sulla ricostruzione, schiavo della promessa di " punire " Autostrade, è un temerario arzigogolo giuridico, manca un meccanismo di estensione degli ammortizzatori sociali ordinari qualora si palesasse una crisi occupazionale eccezionale e per gli sfollati si può fare di più. Per il resto ci sono misure di vario genere e varia entità, a sostegno di una crisi economica della quale oggi non esiste alcuna stima ufficiale. Argomento scivoloso, quello dei soldi, se si pensa che per l ' emergenza il commissario Giovanni Toti non spenderà - fra prima assistenza agli sfollati, interventi sulla viabilità, trasporto pubblico, etc - tutti i 42 milioni stanziati per il 2018 (ce ne sono altri 11 nel 2019). Secondo la delegazione arrivata a Montecitorio - che ha rilanciato, soprattutto in ambito portuale, richieste nel mirino da anni come la fiscalità agevolata e gli incentivi al trasporto ferroviario - i danni alle imprese ammontano a 400 milioni di euro: si tratta, però, di danni presunti, non quantificati da fonte istituzionale. Arduo quindi stabilire se le misure presenti nel decreto siano tanto o poco. L ' unico numero ufficiale è il -20% di tasse portuali raccolte fra 15 agosto e 30 settembre dall ' Autorità Portuale: due settimane fa la stima era -35%. I dati sui volumi di agosto sono invece stati pubblicati, in sordina, pochi giorni fa: il -15% generale può impressionare, ma per gli effetti di medio periodo occorrono approfondimenti. I passeggeri innanzitutto sono aumentati. Quanto alle merci, l ' aumento di traffico nei rotabili (i semirimorchi dei tir), le singole dinamiche dei terminal container (comples sivamente già in calo a luglio) e l ' inversione negativa nei petrolchimici (fino a luglio sugli scudi) sembrano indicare che i guai maggiori siano da imputarsi all ' interruzione della linea ferroviaria, mentre la viabilità stradale parrebbe aver tenuto sulle direttrici nord-sud, patendo solo nel collegamento interno fra i due bacini portuali che avveniva via ponte Morandi. Problemi entrambi già risolti: il secondo da un paio di settimane con una nuova strada interna al porto riservata al traffico pesante; il primo col ripristino delle 2 principali linee ferroviarie da parte di RFI, pochi giorni fa. Se insomma la situazione è lungi dalla normalità, lo è assai più per la viabilità (e vivibilità) cittadina che non per la sua economia portuale. Prima di trarre conclusioni e batter cassa, occorrerebbe dunque attendere nuovi dati di traffico. E invece si grida allo scandalo per i 20 milioni stanziati per gli autotrasportatori. " Ce ne vorrebbero 60 l ' an no nel 2019 e fino alla disponibilità del nuovo ponte " secondo Paolo Signorini presidente dell ' Autorità Portuale, da mesi alle prese con una categoria infuriata per (vecchi) problemi di congestionamento dei gat e portu ali e che a luglio, per questa ragione, aveva bloccato lo scalo per tre giorni. Così come ser vireb be, dice, l ' a u t orizzazione " a indennizzare con 2 milioni a carico del nostro bilancio la Culmv (i camalli, ndr ) per il lavoro perso " . Un e sc amo ta ge che - per Signorini, già pezzo grosso alle Infrastrutture con Ercole Incalza, portato in Liguria da Toti - tamponerebbe la crisi (preesistente) di un ' al tra categoria dalla protesta facile. Tanto più che i revisori dei conti hanno bloccato il finanziamento a fondo perduto da oltre 10 milioni di euro che l ' ente aveva deliberato per i camalli a luglio e frutto di un ardito emendamento alla scorsa finanziaria regionale fatto inserire da Forza Italia per puntellare il consenso nell ' u n ic a regione del Nord governata. SIGNORINI, POI, vuole 50 milioni invece dei 30 previsti per ristorare le spese in conto capitale dell ' ente, e per tre anni, malgrado le tasse portuali raccolte in tutto il 2017 ammontassero a 55 milioni. Senza dimenticare la deroga al Codice degli Appalti: indisp en sa bi le per un ente che l ' anno scorso non è riuscito a impegnare oltre 40 dei 78 milioni di euro a disposizione per le infrastrutture. Solo un articolo non ha sollevato rilievi, il 6, quello che dà al porto 30 milioni di euro da gestire con Uirnet, chiacchierata emanazione ministeriale per l ' informatizzazione della logistica, per realizzare il varco portuale alla succitata strada: una cifra di certo in grado di consolare chiunque dovesse essere espropriato, come prevede il decreto, dei software utili alla gestione delle garitte.
I numeri 42 Milioni: i soldi andati all ' e m e r ge n za nel 2018. Non saranno spesi tutti 30 Milioni la cifra per integrare la spesa in i n f ra s t r u t t u re del Porto: la richiesta è 150 in 3 anni (nel 2017 l ' Au to r i t à spese meno di metà dei fondi disponibili) 30 Milioni per pagare gli espropri per la logistica: un ' enormità

Foto: R i s a rc i me nt i Il troncone del ponte Morandi Ansa


Foto: L ' uo mo di Toti Il presidente de l l'Autor it à Por t u a le del Mar Ligure occidentale Paolo Emilio Signorini Ansa

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