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04/10/2018

«Con il Not fuggiranno meno pazienti»

Il Trentino

Le direttive provinciali per il nuovo ospedale. Prima complicazione: per il polo sanitario servirà un secondo maxi-appalto
di Andrea Selva TRENTO C'è anche la diminuzione della "fuga dei pazienti" tra gli obiettivi che Provincia e Azienda sanitaria vogliono raggiungere con il nuovo ospedale del Trentino: «Sarà una struttura di alta qualità e attrattiva che ci consentirà di ridurre il fenomeno della mobilità ospedaliera passiva» si legge tra le direttive che la Provincia ha affidato alle quattro cordate che ora torneranno in gara per la realizzazione della struttura. Ma per la Provincia questo nuovo bando (di cui il Trentino ha dato notizia ieri) si presenta subito complicato: per realizzare infatti il polo della sanità che era previsto dal bando del 2016 (poi annullato) servirà un secondo maxi appalto, diverso da quello del nuovo ospedale che procederà su un "binario autonomo". L'idea è sempre quella di portare nell'area del via al Desert anche la direzione dell'Azienda sanitaria (che ora è in via Degasperi), gli ambulatori e il consultorio di via Malta, la postazione di Trentino Emergenza (che è in via Orsi di fronte a Santa Chiara) ma anche il polo universitario (attualmente in via Briamasco) e tutti i servizi sanitari del centro di viale Verona. Ma per questo "secondo lotto" servirà - si legge negli atti depositati dalla Provincia- una seconda gara d'appalto. Una complicazione non da poco per ottenere gli stessi obiettivi previsti dall'unico bando del 2016 (poi annullato). Per quanto riguarda l'ospedale, si tratta di una struttura il cui costo è stato quantificato in 313 milioni di euro, con 654 posti letto (di cui 120 in day hospital) che dovranno essere espandibili a 800 senza necessità di interventi strutturali o impiantistici, oltre ad altri 95 posti letto tecnici. La flessibilità è una delle richieste su cui la Provincia insiste molto all'interno delle proprie direttive, considerato che sono bastati sette anni (dall'epoca del primo bando nel 2011) per cambiare le carte in tavola. E la soluzione del project financing, che è frutto di una scelta dell'epoca confermata in seguito dal consiglio di stato, non viene considerata la procedura migliore per una struttura che dovrà essere flessibile. Sono previste inoltre 26 sale operatorie (18 ordinarie e 8 per day surgery di cui due dedicate a pazienti pediatrici) e almeno 160 ambulatori. Ecco altri dati: l'ospedale dovrà avere tre accessi (uno al ponte di Ravina, l'altro in via Jedin e il terzo all'inizio di via al Desert) che dovranno essere completamente indipendenti. Sarà una struttura imponente attorno a cui ruoteranno migliaia di persone al giorno e di conseguenza anche la dotazione di parcheggi è molto elevata: i posti auto saranno 1.600, di cui 1.000 coperti, con una quota del 10 per cento (almeno) di parcheggi attrezzato per la ricarica rapida dei veicoli a trazione elettrica. Per l'atterraggio dell'elisoccorso (sempre più importante all'interno dei servizi sanitari provinciali) sono previste due piazzole: un a sul tetto dell'edificio (adeguata ai grossi Aw 139 della Provincia) e un'altra a livello del suolo. Tra le indicazioni fornite dalla Provincia ci sono anche quelle sulla gestione delle strutture ospedaliere provinciali (non solo il Not) di cui dovranno occuparsi i vincitori: un'operazione da circa 50 milioni di euro all'anno per garantire la funzionalità di tutte le strutture, dagli impianti alle pulizie, gestione dei parcheggi compresi.

Foto: L'area di via al Desert, dove già è presente Protonterapia, destinata al nuovo ospedale


Foto: Uno dei progetti presentati al bando precedente

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