MENU
Chiudi
06/10/2018

«Comuni, lo sblocco fondi è una notizia bomba»

Il Giornale di Vicenza

CONFINDUSTRIA.Il presidente dei costruttori e la novità dei bilanci pubblici: ripartono i cantieri
Schiavo: «Erano anni che premevamo: in Veneto si muove un miliardo e saranno opere in grado di dare davvero sviluppo alle nostre aziende»
«Questa notizia è una bomba: erano anni che come industriali, assieme ai sindaci di Anci, premevamo per arrivarci. Abbiamo anche scritto a tutti i parlamentari veneti». Sorride Luigi Schiavo, presidente della sezione Edili e impiantisti di Confindustria Vicenza: il decreto della Ragioneria di Stato che, in base alle sentenze della Corte costituzionale, sblocca gli avanzi di amministrazione nei bilanci dei Comuni mette a disposizione degli investimenti pubblici «qui nel Veneto circa un miliardo di euro, grazie al fatto che i nostri Comuni sono sempre stati virtuosi e attenti alla gestione delle risorse. Pochi minuti fa mi spiegavano che in un importante Comune vicentino ha un avanzo di 3 milioni, ma se si fanno i conti credo che per la nostra provincia si possa parlare di 120-150 milioni ora spendibili in opere».IL DUBBIO SUPERATO. Ieri erano sorti dubbi sull'obbligo per i Comuni, se vogliono spendere l'avanzo 2018, di presentarsi al 31 dicembre non solo con progetti e gare d'appalto già fatti, ma perfino con un primo impegno di spesa già preso: «È chiaro che in 2 mesi questo è impossibile», sottolinea Schiavo. Che però non perde affatto la fiducia, perché i tecnici e consulenti di Anci Veneto e di Confindustria Vicenza hanno spiegato che la vera novità è l'effetto universale che il decreto dello Stato ha portato sui bilanci. Tradotto, significa che se anche un Comune non riesce a spendere adesso l'avanzo di amministrazione 2018 che prima era "paralizzato" dalle norme di stabilità, può comunque riportarsi quella cifra nel bilancio 2019 e, calendario alla mano, nel giro di 4-5 mesi può davvero metterla sul tavolo per tradurla in cantieri. Perché quei soldi, come noto, sono utilizzabili solo per investimenti e non per spese correnti.«QUESTA È LINFA PER L'ECONOMIA». «Le amministrazioni - spiega Schiavo - vengono elette sulla base di programmi elettorali che promettono opere, cantieri. Poi però pur avendo qualche soldo da spendere, si trovano con lacci e lacciuoli contabili che li bloccano. E a pagare è il cittadino, che rimane esterefatto perché le opere non si fanno. E i sindaci si lamentavano sempre anche con noi di questo». Ora i soldi si sbloccano «e per noi imprese questa è una grande boccata d'ossigeno, perché vivevamo un momento asfittico in cui era proprio il volano economico delle opere pubbliche a mancare. Intendiamoci: grandi opere come Pedemontana, Tav, circonvallazione di Vicenza - spiega Schiavo - sono indispensabili per il territorio e muovono un po' anche a livello di aziende locali. Ma la base della nostra economia territoriale si muove grazie a queste opere che vengono messe in campo dai Comuni. Vicenza città, anche grazie al lavoro di Confindustria ha portato a casa le risorse del Bando periferie e muoverà sviluppo, i fondi Odi aiutano i Comuni di confine, ma questa è davvero una bomba, un'iniezione non da poco per edilizia e lavori pubblici».IL PROBLEMA: LE REGOLE. «Tutto questo però - avverte Schiavo - dev'essere associato a uno snellimento delle procedure del Codice degli appalti: anche Raffaele Cantone dice che non funziona. Hanno creato tanti regolamenti e controlli che frenano. E vorrei che fosse chiaro a tutti che corruzione e malaffare non si annidano nelle piccole e medie opere, semplicemente perché non ci sono margini. Quindi per i piccoli e medi appalti si dovrebbe tornare alle normative di anni fa: funzionavano molto bene». Molto meglio, invece, quello che sta accadendo sul Piano casa: «Sta prendendo forma quello nuovo della Regione, anche con il grande contributo di Confindustria Vicenza, e speriamo che venga messo a regime: ha aiutato più i cittadini, ma ha dato e dà una risposta anche all'edilizia». E la legge sul consumo zero di suolo che porta avanti la Regione? «Io sono molto favorevole. Si può lavorare sulla riconversione di grandi aree dimesse residenziali e industriali e rigenerare le città e creare sviluppo, se i Comuni sapranno fare la loro parte». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore