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18/07/2018

Colap, riforma codici Ateco nel dl Dignità

ItaliaOggi - Michele Damiani

Operare una riforma dei codici Ateco, defi nendone una nuova classifi cazione durante il passaggio parlamentare del decreto Dignità (dl n. 87). Stabilire un coordinamento tra la legge 4/2013 e il decreto 13/13, in modo da permettere alle associazioni professionali di erogare servizi di individuazione e validazione delle competenze. Queste le principali richieste effettuate dal Colap (Coordinamento libere associazioni professionali) al nuovo Governo in vista della discussione del «decreto Dignità», in questi giorni all'esame delle commissioni parlamentari. Il Colap suggerisce di inserire come emendamenti al testo le due proposte sopracitate. «La classifi cazione delle attività economiche attraverso i codici Ateco rappresenta, oggi, uno strumento indispensabile per defi nire comportamenti e adempimenti fi scali dei professionisti», si legge nella proposta Colap. «Le principali complicazioni riguardano: la diffi coltà di identifi cazione da parte dell'uffi cio delle entrate del codice Ateco corrispondente all'attività professionale che si esercita, con conseguente rigetto della partita Iva. A cui si aggiunge il fatto che gli appalti e le gare pubbliche non fanno riferimento al sistema Ateco e restringono notevolmente il campo di azione dei professionisti». Su queste basi, la proposta di emendamento all'articolo 10, in cui si darebbe il mandato al Ministero dello sviluppo economico, entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge, di rivedere i codici prevedendo una classifi cazione delle attività economiche suddivisa per macroaree produttive. Il Ministero della funzione pubblica dovrebbe, poi, informare tutte le stazioni appaltanti affi nché «il riferimento all'attività professionale richiesta nel bando pubblico non sia identifi cata unicamente dal codice Ateco». La seconda proposta suggerisce di inserire anche le associazioni incluse nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 4/2013 tra i soggetti abilitati ad effettuare servizi di individuazione, validazione e certifi cazione delle competenze. La proposta prevede che ogni associazione potrà erogare i suddetti servii per un massimo di tre attività e qualifi cazioni professionali inserite nel Repertorio nazionale.

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