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19/07/2018

Codice appalti, Anac, liti: le proposte di Ance e Comuni

Il Sole 24 Ore - G.Sa.

OGGI IL DOCUMENTO CONGIUNTO
Previsto un regolamento generale per ridare certezza alle norme attuative
ROMA

Si scaldano i motori per la riforma del codice degli appalti che il governo ha promesso a breve e che potrebbe arrivare - come anticipazione di norme da rafforzare poi in Parlamento - con il decreto legge in preparazione per la prossima settimana. Costruttori e comuni, rappresentati rispettivamente da Ance e Anci, fanno la prima mossa sulla scacchiera del confronto pubblico presentando oggi un documento congiunto che conterrà dieci proposte di modifica dell'attuale codice.

Un lavoro che parte dalle difficoltà e dalle impasse dei mesi scorsi - solo parzialmente superate da una controversa ripresa dei bandi di gara - per incidere in modo rilevante sugli assetti dell'attuale codice. Le due organizzazioni difendono nell'introduzione della loro proposta l'impostazione di fondo del codice. Gran parte degli interventi proposti sono mirati e chirurgici, tuttavia su aspetti rilevanti: l'estensione dell'appalto integrato che consente di tornare a gare sulla base del progetto definitivo e non esecutivo; il recupero delle gare con massimo ribasso e la limitazione dell'obbligo di offerta economicamente più vantaggiosa ai soli progetti complessi; la semplificazione del subappalto con l'indicazioni dei subappaltatori dopo la gara; flessibilità della qualificazione delle stazioni appaltanti con il salvataggio delle aggregazioni dei piccoli comuni e la qualificazione di diritto delle centrali di Comuni metropolitane e province; nuovi strumenti per ridurre il contenziosol'eliminazione della responsabilità amministrativa-contabile dei dirigenti Pa quando attuano sentenze o indicazioni Anac; l'estensione delle procedure negoziate per i servizi di progettazione e l'eliminazione del sorteggio per decidere chi invitare al confronto nelle gare di lavori.

Interventi chirugici su aspetti importanti. Ci sono però anche due interventi che incidono su aspetti "sistemici" delcodice, intaccandone una delle chiavi di fondo, la soft law, vera "colpevole" dell'impasse che si è creata secondo le due organizzazione.

Il primo aspetto è l'impianto di attuazione del codice, considerato troppo complesso e generatore di incertezza per Pa e operatori economici. Numerosi i rilievi, dalla mancanza di un adeguato periodo transitorio alla mancata attuazione (dei 66 provvedimenti approvati meno della metà) all'«aumento della regolamentazione rispetto a quanto richiesto dalle direttive europee, in contrasto con il divieto del cosiddetto glod plating». Nelle proposte Ance-Anci c'è quindi il ritorno a un regolamento generale attuativo unico e vincolante che assorba (e abroghi) tutti i provvedimenti attuativi, comprese le linee guida dell'Anac.

Il secondo aspetto "sistemico" riguarda proprio i poteri dell'Anac. Oggi Ance e Anci difenderanno il ruolo dell'Anac e del presidente Cantone ai fini della difesa della legalità nel settore. E anche la proposta prevede che siano mantenute e in alcuni casi anche potenziate «le funzioni di vigilanza, controllo e deflazione del contenzioso». Quello che non viene citato, perché si suppone non coerente con il nuovo modello di attuazione, è il potere di regolazione dell'Anac che costituiva la grande novità del codice.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE PROPOSTE DI ANCE-ANCI

1

REGOLAMENTO GENERALE

Alt a linee guida autonome

Tornare a un regolamento generale unico vincolante che tenga all'interno tutte le norme attuative, comprese le linee guida dell'Anac

4

appalto integrato

Gare su progetto definitivo

Le stazioni appaltanti potranno tornare al modello passato di affidamento di progettazione esecutiva e realizzazione sulla base del progetto definitivo

7

qualificazione pa

Meno selezione

Salvare le aggregazioni esistenti e considerare qualificati per diritto i soggetti aggregatori di città metropolitane e province

10

procedure negoziate

Eliminare il sorteggio

Via il sorteggio per le procedure negoziate fino a un milione. Proposta articolata per selezionare le imprese da invitare

2

piccoli comuni

Semplificare e aggregazioni

Occorre una semplificazione con deroghe alla disciplina generale per salvare le aggregazioni in atto fra piccoli comuni

5

offerta piÙ vantaggiosa

Tornare al massimo ribasso

Per appalti non complessi deve essere possibile appaltare con una gara al massimo ribasso e con l'esclusione automatica delle offerte anomale

8

il contenzioso

Ridurre e accelerare

Potenziare i Tribunali di impresa, disincentivare i ricorsi, più poteri Anac su precontenzioso, limitare responsabilità contabile dirigenti

11

IL RUOLO DELL'ANAC

Via il potere regolatorio

Soft law ridimensionata come il potere regolatorio Anac. Difese le funzioni di vigilanza, controllo e deflazione del contenzioso

3

e-procurement

Accelerare le piattaforme

Dal 18 ottobre scatta l'obbligo di pubblicare i bandi solo su piattaforme elettroniche: chiesta una proroga finché non arrivano le regole tecniche

6

subappalti

Appesantimenti inutili

Eliminare l'obbligo di indicare i subappaltatori già nella fase di offerta in gara. Questo obbligo andrebbe limitato al vincitore della gara

9

servizi progettazione

Procedure più semplici

Alzare la soglia per le procedure negoziate per servizi e forniture da 40mila a 209mila euro, come da regole Ue

12

LO STATO DELL'ARTE

Necessaria la riforma

Non si può non intervenire sul codice: dei 66 provvedimenti attuativi ne sono stati adottati meno della metà


Foto:

Il presidente dell'Ance --> I costruttori, guidati da Gabriele Buia, con i Comuni difenderanno il ruolo dell'Anac e del presidente Cantone nella lotta per la legalità del settore

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