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14/10/2018

Città prigioniera delle trincee lavori in corso da 28 anni

La Repubblica - Francesco Patanè

Le grandi opere
È il record del cantiere di piazza Camporeale per la rete fognaria, in ritardo i lavori ferroviari Anello ferroviario: tutto fermo in via Sicilia per la stazione Libertà se ne riparlerà la prossima estate Via Roma resta chiusa le opere iniziate nell'aprile scorso si sarebbero dovute concludere in tre mesi
Non c'è un solo cantiere delle grandi opere a Palermo che si concluderà nei tempi prestabiliti e che non stia arrecando più disagi del previsto a residenti e commercianti. Un tratto di via Roma è chiuso da aprile per i lavori del collettore fognario nord occidentale e prima del prossimo anno non riaprirà, con oltre sei mesi di ritardo. Piazza Castelnuovo è ostaggio delle transenne da oltre due anni, via Emerico Amari è in ginocchio per le continue chiusure per la realizzazione dell'anello ferroviario. Via Sicilia da tre anni è una distesa di terra battuta sempre per l'anello. Il passante ferroviario è ancora da completare dopo 14 anni. Dal 1990 in piazza Principe di Camporeale, nel giardino voluto dalla famiglia Florio, c'è uno scavo del diametro di 25 metri profondo 75 metri pieno di acqua putrida che infesta le giornate di chi vive nella zona. Si tratta del cantiere del collettore fognario sud orientale, un'opera finanziata quando ancora esisteva la cassa del Mezzogiorno e bloccata più volte da fallimenti e carenza di fondi.
Una voragine in piazza La voragine di piazza Principe di Camporeale è il manifesto delle opere incompiute che hanno reso un inferno la vita dei cittadini. Ventotto anni di convivenza con topi, scarafaggi, sciami di zanzare hanno esasperato chi vive nei palazzi attorno alla villetta. Il Comune a settembre ha annunciato il recupero di parte del giardino, strappato al degrado. «Ci sentiamo presi in giro dal Comune - sottolinea Nicola Mazza, il panettiere della piazza - Il grande buco pieno di melma è sempre lì, siamo invasi da insetti e topi. Nessuno frequenterà il giardino con la puzza di fogna che c'è giorno e notte e la villetta continuerà a essere il bagno per i cani». I primi lavori sono stati intrapresi dal Coime nell'agosto 2017, con la rimozione dei rifiuti, il rifacimento del muretto perimetrale e la realizzazione dei vialetti interni al giardino sul disegno originale di inizio '900. Ma non si sa ancora nulla sul nuovo appalto per completare il collettore sud orientale, l'unica soluzione per chiudere la voragine di piazza Principe di Camporeale. Il finanziamento del completamento è a carico del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), ma ad oggi esiste solo una delibera per 14 milioni. Secondo l'ufficio tecnico dell'assessorato comunale ai Lavori pubblici, il Cipe dovrà deliberare una seconda tranche da 18 milioni di euro. Solo dopo sarà possibile indire la terza gara d'appalto. La condotta fognaria sudorientale avrà un costo finale di circa 50 milioni di euro, sommando i soldi già spesi in questi 25 anni e i 32 milioni di euro necessari al completamento.
Via Roma ostaggio del cantiere Quando lo scorso aprile venne chiuso il tratto di via Roma fra via Cavour e via Bentivegna il Comune assicurò che la deviazione dell'arteria di attraversamento della città sarebbe durata 90 giorni.
Tre mesi per realizzare il pozzetto del collettore fognario da collegare poi alla condotta che passa sotto il Foro Italico che servirà al disinquinamento della fascia costiera.
Anche in questo caso quanto annunciato non verrà mantenuto. Lo spostamento dei sottoservizi (cavi e tubazioni sotto la strada) ha subito pesanti ritardi e secondo l'ultima data fissata dovrebbe concludersi nei prossimi giorni. Solo dopo gli operai di Sikelia, la ditta incaricata dell'opera, procederanno con lo scavo del pozzetto da dove partirà la talpa che scaverà le condotte vere e proprie, una diretta in via Emerico Amari, l'altra verso piazza XIII Vittime. Al netto di ulteriori ritardi solo a gennaio 2019 via Roma potrà essere riaperta parzialmente.
Anello ferroviario in ritardo «Siamo ostaggi del cantiere da oltre due anni e negli ultimi mesi il cantiere si è perfino allargato - protestano in coro i commercianti di piazza Castelnuovo, lato via Ruggero Settimo - Le transenne alte tre metri sono accanto alle vetrine dei negozi. Non passa più nessuno perché non c'è spazio nei marciapiedi». I lavori per la realizzazione dell'anello ferroviario dopo quattro anni di enormi difficoltà hanno finalmente cominciato a procedere a buon ritmo. Ma l'opera ha già accumulato 400 giorni di ritardo sulla data di consegna (luglio 2017) ed è al 35 per cento del totale. Un ritardo che difficilmente potrà essere ridotto. L'unico punto dove i lavori sono fermi è via Sicilia dove per realizzare la stazione Libertà dovrà essere interrotta la circolazione dei treni Notarbartolo-Fiera-Giachery. Verrà realizzata la prossima estate e fino ad allora via Sicilia rimarrà un campo di terra battuta, continuando a creare disagi a residenti e commercianti. Passante fermo nel tunnel Pur con il completamento del tunnel fra le stazioni Notarbartolo e Belgio e la ripartenza del trenino per l'aeroporto, il passante ferroviario resta al momento incompleto. Mancano la stazione Lazio per cui si renderà necessario un successivo appalto e la fermata Papireto/Imera condizionata dalla soluzione del nodo di vicolo Bernava: mancano 58 metri di tunnel, sotto la zona dove sono state lesionate irrimediabilmente le case. Rfi nel frattempo ha acquisito tutti gli immobili che saranno demoliti per potere realizzare il tunnel dal piano stradale e non più in profondità. I proprietari saranno risarciti. I lavori del passante ferroviario, realizzato dalla Sis (con Rfi come committente), sono iniziati 14 anni fa e sono già costati 1,1 miliardi di euro.

Foto: Lavori in corso Sopra piazza Principe di Camporeale, a destra dall'alto: il cantiere di via Roma e quello di via Sicilia

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