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24/09/2018

Cinquestelle, fronte contro Appendino e due assessori

Corriere della Sera - Ricci

Assenze e critiche al pranzo voluto dalla sindaca
Chiara Appendino aveva voluto l'appuntamento di ieri a pranzo con assessori e consiglieri di maggioranza per ricostruire un clima di collaborazione intorno all'amministrazione che guida. Ma l'incontro di ieri tutto è stato tranne che una convivialità per la riconciliazione. A partire dagli assenti, andati ben oltre i consiglieri «No Olimpiadi». Sui temi, poi, la giunta ha incassato le critiche di chi si sente solo stampella di decisioni prese altrove. Oltre alla sindaca, nel mirino sono finite le assessore Paola Pisano (Innovazione) e Federica Patti (Scuola). «Tecnici che fanno i politici», ha detto qualcuno, mentre la linea spetta a noi.

alle pagine 2 e 3

D oveva essere «la giornata del metodo» per sciogliere i problemi di comunicazione tra giunta e maggioranza. Peccato che siano stati quasi una decina i consiglieri pentastellati a disertare il confronto voluto dalla sindaca Chiara Appendino e dal suo capo di Gabinetto Mauro Marinari. Chi ha partecipato all'incontro durato tutto il giorno afferma che «è andato tutto bene». Ma a pesare è stata proprio l'assenza di una buona parte dei grillini che siedono in Sala Rossa. Chi non si è presentato ritiene infatti che questi confronti siano quasi sempre inutili, perché alla base ci sono delle divergenze inconciliabili. Con chi? Con gli assessori «tecnici e non politici» che non comunicano le proprie scelte e che fanno di testa loro, senza seguire il programma del Movimento 5 Stelle, ma anche con Appendino che li difende e si rifiuta di attuare il fantomatico «rimpasto». Questo è stato anche uno degli argomenti cardine trattato da chi c'era, rintanato per tutto il giorno in quell'ufficio sotterraneo del Quadrilatero Romano dove i cellulari non prendevano e nessuno poteva essere rintracciato. Certo, i toni sono stati molto più pacati e sereni, e l'umore è stato risollevato dalla pausa fatta con quel pranzo «conviviale» voluto dalla stessa sindaca, dove ognuno ha dovuto portare qualcosa da casa cucinato con le proprie mani, dall'insalata di riso, ai panini, alle torte salate, (solo pochi bicchieri di vino). Ma dalla maggioranza è arrivata una richiesta precisa a chi siede al fianco di Appendino: comunicateci i progetti, le scelte, le decisioni, rendeteci partecipi. Niente argomenti precisi, nessuno ha parlato di Olimpiadi, ma tutti si sono concentrati sul rapporto tra chi prende le decisioni e chi le vota. Ritorna così in scena - giunti a metà mandato - quell'accusa mossa più volte dai pentastellati che si sentono lì con maggior diritto, perché votati dai cittadini, verso chi invece è stato scelto dalla sindaca: essere dei «tecnici» che non seguono i precetti in cui loro credono. E a finire di nuovo nel mirino sono in particolare l'assessora all'Istruzione Federica Patti e quella all'Innovazione Paola Pisano, verso le quali i consiglieri iniziano a esprimere insofferenza ormai anche nelle sedute pubbliche. Contro la prima, i grillini si sono scagliati già più volte per le scelte sulla ristorazione scolastica e quel bando che, alla fine, è stato un «fallimento», rimandato a data da destinarsi con una deroga dell'appalto risalente a Piero Fassino. Contro la seconda gli ultimi attacchi risalgono solo a qualche giorno fa, quando due consiglieri l'hanno «messa in croce» per il bar robotico dei Murazzi, chiedendole quale fosse la sua valenza innovativa e sociale.

Una ribellione che - fatto non scontato - non porta i nomi dei soliti, perché ad essere assenti non erano solo i «No Olimpiadi» come Damiano Carretto, Daniela Albano e Maura Paoli, ma anche Monica Amore, Aldo Curatella, Marco Chessa, Roberto Malanca e Federico Mensio. Ognuno, certo, con le proprie motivazioni.


Ma la loro assenza ha attirato anche le fila dell'opposizione, che ha prontamente accusato: «Appendino ha fatto perdere le Olimpiadi 2026 alla città e si ritrova ora con una maggioranza traballante per non dire tramortita. Un capolavoro di ingenuità politica. Non è da ieri che vado suggerendo alla sindaca di sbaraccare una maggioranza che ne ha sempre bloccato l'azione amministrativa, di per sé già non esaltante, costringendo la giunta e la città in un angolo per pronunciare soltanto dei No a tutto», ha attaccato il capogruppo di Fi Osvaldo Napoli. Parole a cui la capogruppo del M5S Valentina Sganga ha risposto così: «Non sono questi i momenti in cui elaborare le future basi dell'amministrazione, se qualcuno dall'opposizione pensa di giudicare la stabilità di una maggioranza da un pranzo conviviale evidentemente è in difficoltà di argomenti. Comprensibile, visto che in due anni non sono mai venuti meno i voti sugli atti amministrativi importanti per la città».


Giulia Ricci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda

La candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, le scelte sull'innovazione e i problemi legali alle scuole comunali sono i temi caldi sui quali la maggioranza a Cinquestelle al Comune di Torino non ha una posizione condivisa

Ieri un pranzo per tentare l'accordo

La parola

team building

In italiano traducibile con «costruzione del gruppo», che è comunque termine generico, è una metodologia nell'ambito delle risorse umane che costituisce un insieme di attività formative, variamente definite come team game, team experience, team wellbeing (ludiche, esperienziali o di benessere), il cui scopo è la formazione di un gruppo di persone


Foto:

La sindaca di Torino Chiara Appendino, 34 anni, ieri è stata al centro delle contestazioni della sua maggioranza che chiede più partecipazione nelle scelte dell'amministrazione cittadina. Critiche anche per le assessore Paola Pisano e Federica Patti «Sono tecnici, non politici»