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29/08/2018

«Centro piacentiniano, periferie e mercato Dieci mesi per cambiare il volto della città»

Eco di Bergamo - camilla bianchi

Opere pubbliche In agenda interventi per 300 milioni di euro. Obiettivo: realizzarli entro fine mandato Il sindaco: una trasformazione che non si vedeva da tempo. Gli assessori: vietato fermarsi e lavoro di squadra
Dieci mesi per portare a termine tutto il possibile, per dirla con le parole del sindaco Giorgio Gori. Opere pubbliche al rush finale in vista delle prossime elezioni amministrative. La lista dei lavori «in realizzazione entro la fine del mandato» è lunga. Dal centro alla periferia, da Città alta a Bergamo bassa sono una trentina gli interventi in agenda. «Una trasformazione fisica della città come non si vedeva da tempo, con il concorso di risorse pubbliche e private per quasi 300 milioni di euro» commenta il primo cittadino facendo scorrere l'elenco. Si parte da Piazza Dante

La prossima primavera prenderanno il via i lavori in piazza Dante, primo step del piano di riqualificazione del centro piacentiniano, che dovrebbe procedere di pari passo con il recupero dell'ex Diurno acquisito da privati. Modificato d'intesa con la Sovrintendenza, ridisegnate le uscite di sicurezza dello spazio ipogeo, nelle prossime settimane il progetto sarà presentato a Palazzo Frizzoni. E sempre in primavera è prevista, come da contratto, la fine dei lavori per il parcheggio della Fara. «Procediamo bene ma lo scavo è complesso, stiamo facendo una corsa contro il tempo per iniziare a costruire», ammette l'assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla, che si dice preoccupato da un altro intervento, quello di riqualificazione della Malpensata (spesa prevista: 5,6 milioni di euro). Il Palaghiaccio verrà demolito, l'ex Gasometro diventerà un parcheggio, il mercato sarà trasferito in via Spino e il parco ampliato. «Dovremo procedere con un gioco a incastro tra la Malpensata e piazzale Alpini, che ospiterà temporaneamente alcuni stalli del mercato - spiega Brembilla -, gli interventi andranno coordinati con attenzione». A Longuelo e al Villaggio degli Sposi sono previste opere funzionali per la sicurezza idraulica, una nuova vasca di laminazione ad Astino e lavori sulla roggia tra le vie King e Cavalli.

Alla Celadina l'intervento economicamente più rilevante del bando delle periferie, il recupero del Daste e Spalenga, per 4,2 milioni di euro. A Campagnola verranno abbattuti gli ex Mangimi Moretti e in Borgo Santa Caterina si metterà mano alla riqualificazione dell'ex monastero Galgario per 5 milioni di euro. A Grumello al piano sarà completata la bretella per il ricongiungimento delle aree a nord e a sud del quartiere. Quasi due milioni saranno investiti per asfaltare le strade. Previsti interventi in via Astino e sullo Scorlazzone, e lavori per riqualificare piazza Duomo e rinnovare le piazze Risorgimento, Alpini e piazzetta Santa Lucia, dopo il rifacimento di piazza Carrara.

Il nuovo stadio

Di qui a fine mandato proseguiranno gli iter per il nuovo stadio, con l'assegnazione dei permessi di costruire, per l'ex Ote e gli ex Riuniti, («in ottobre inaugureremo il primo lotto, sede del comando della Finanza» annuncia Gori). E per la riqualificazione della Montelungo e dell'ex Consorzio Agrario, che vedranno la luce a mandato ormai concluso. Fuori tempo massimo anche la ristrutturazione del Teatro Donizetti, la cui riapertura è prevista per la fine del prossimo anno. Inserita nel Pop di fine mandato la riqualificazione di via Tiraboschi, secondo le indicazioni date dalle associazioni dei commercianti.

Alleanza pubblico-privato

«Elemento caratterizzante di questa amministrazione è la collaborazione tra pubblico e privato negli interventi di trasformazione urbanistica - sottolinea l'assessore alla Riqualificazione urbanistica, Francesco Valesini -. Prendiamo l'operazione ex Ote, che prevede infrastrutture, una palestra pubblica da 400 posti e un'arena convenzionata con il Comune. Discorso analogo per il recupero di Sant'Agata realizzato dalla Cooperativa Città Alta, anche qui parliamo di un'opera di interesse pubblico». Fondamentale raggiungere il punto di equilibrio tra gli interessi dei privati e quelli del Comune, «che comportano tempistiche più lunghe per la definizione degli accordi ma indubbi vantaggi». L'intesa sull'ex Mangimi Moretti ne è un esempio, sostiene Valesini, «ridotte del 60% le volumetrie ma mantenute le stesse opere pubbliche». La carne al fuoco è tanta. «Vietato fermarsi - chiosa Brembilla -. Serve lavoro di squadra tra i diversi uffici, tenendo conto che il codice degli appalti è ostico e spesso costringe ad allungare i tempi».

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