scarica l'app
MENU
Chiudi
24/10/2018

Centro convegni, un bando tira l’altro

Corriere dell'Umbria

ORVIETO Senza fine il tentativo dell'amministrazione di individuare una società in grado di gestire il palazzo del Capitano del Popolo
di Davide Pompei ORVIETO • Si prospetta il terzo bando per l'affidamento in concessione del palazzo del Capitano del Popolo, da tempo in cerca della definitiva via di sviluppo quale sede di convegni, esposizioni ed eventi. Se il primo era andato deserto, il secondo si è appena concluso con l'esclusione di entrambe le proposte di offerta contenute nei plichi pervenuti al protocollo del Comune entro i termini stabiliti e avanzate rispettivamente da Tandem Spa e dalla costituenda Ati promossa da Eureka3 Srl. Proposte che la commissione giudicatrice ha ritenuto opportuno dover escludere per "inosservanza delle prescrizioni del bando relative alle modalità di presentazione dell'offerta". "A fronte dell'interesse suscitato dal bando e visto che il mancato esame nel merito delle proposte è dipeso esclusivamente da vizi relativi alle modalità di presentazione delle offerte - spiega l'assessore al Patrimonio, Andrea Vincenti - l'amministrazione comunale provvederà, in tempi brevi, a pubblicare un nuovo bando ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione della struttura". Quella che si è profilata, intanto, almeno da parte dei rappresentanti di Tandem Spa, è un'istanza di riserva sull'esclusione che apre il fronte del futuro ricorso al tribunale amministrativo regionale dell'Umbria. E mentre la giunta Germani ha approvato un piano di spesa di 200.000 euro necessario ad apportare una serie di migliorie tecniche al palazzo dei Congressi, dalla moquette all'illuminazione, sull'immobile storico pesa l'esposto relativo al bando sottoscritto da Tardani (FI), Olimpieri e L u c i a n i (IeT), Vergaglia (M5s) e Sacripanti (Gm) che è stato presentato alla procura regionale presso la Corte dei conti e, per conoscenza anche all'Autorità nazionale anticorruzione, per sottoporre al loro esame alcuni aspetti. Quello che i consiglieri di minoranza chiedono è di accertare la conformità del bando alla normativa vigente in tema di concessioni ed appalti pubblici. E se non si escluda l'ipotesi di danno erariale, attesa l'esiguità del canone di utilizzo che il privato dovrebbe corrispondere al Comune e l'ingente importo, sotto forma di contributo, che quest'ultimo sarebbe chiamato a versare al concessionario. Tra le censure sollevate dall'opposizione, quella che fa apparire i requisiti di ammissione fin troppo generici nella parte in cui non sono richieste documentate esperienze ed acquisite professionalità nel settore congressuale, espositivo, delle manifestazioni culturali e negli ambiti per cui il Comune intende affidare la gestione del palazzo esternalizzandola ad un privato.

Foto: Falliti i primi due tentativi Il primo era andato deserto, nel secodo escluse le proposte


Foto: L'assessore Vincenti "L'amministrazione in tempi brevi pubblicherà un nuovo avviso"