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16/09/2018

CASTELLAMMARE Fiorangla d’Amora Avevano chiesto e …

Il Mattino

CASTELLAMMARE
Fiorangla d'Amora
Avevano chiesto e ottenuto dalla Regione di partecipare a progetti di Pubblica Utilità (Apu), ma a un anno quasi dalla scadenza scoprono che quel bando è rimasto nei cassetti comunali e non è mai partito. Al centro della vicenda gli ex lavoratori termali, che alla scadenza dell'indennità mensile di disoccupazione (Naspi) il 10 agosto 2017 sono rimasti senza sostegno. Per questo motivo si erano interessati direttamente presso Palazzo Santa Lucia circa nuove formule di sostentamento cui potessero partecipare. Le Apu avrebbero garantito ai circa 60 ex termali un'indennità di 580 euro al mese per un impegno di 20 ore settimanali per 6 mesi. Grazie al coinvolgimento dell'ex amministrazione Pd di Antonio Pannullo, da Castellammare partirono ben due bandi per 60 persone per l'avviso pubblicato da Sint e 50 per quello indetto dal Comune.
IL BLUFF
Alla scadenza del 30 ottobre 2017 le domande presentate per il bando Sint furono 94, di cui circa 60 presentante da ex termali. A quel bando preparato dall'allora amministratore unico Biagio Vanacore non è mai arrivata risposta, salvo scoprire in questi giorni, grazie alla richiesta di accesso agli atti dell'ex termale Annamaria De Simone oggi consigliera comunale, che l'iter non è mai stato presentato in Regione. «I bandi Apu furono due spiega Felice Celoro ex termale uno indetto dal Comune cui noi non partecipammo, l'altro di Sint destinato a noi. Ora scopriamo che il nostro bando è rimasto bloccato e aspettiamo risposte ufficiali. Chiediamo solo pari dignità ed equità nei trattamenti». Per il bando indetto dal Comune invece la Regione ha già stilato una graduatoria ed è pronta a elargire le somme dovute a chi ne ha diritto. «I nostri atti sono tutti protocollati continua Celoro in questi mesi nessuno si è interessato e ora ci battiamo per individuare i responsabili di ciò. Secondo quanto ricostruito la Sint non aveva il documento unico di regolarità contributiva (Durc) in regola e questo ha fermato il bando. La società, oggi in liquidazione proprio per i debiti accumulati negli anni non era in regola con il versamento dei contributi Inps e Inail. Ma sulla vicenda interviene anche l'ex sindaco Pannullo oggi al centro delle polemiche: «Progetto, domande e procedura erano ultimate, si attendeva il finanziamento che fino alla prematura cessazione del mio mandato non era giunto. spiega l'ex primo cittadino Pd - Mi auguro che oggi siano mutate le condizioni e che i termali possano unire al reddito di sostegno anche la possibilità di partecipare a un progetto che investa il sito termale». Fisioterapisti e infermieri che oggi non sono tutelati da nessun sindacato: «Non siamo seguiti e questo non per nostra volontà conclude Celoro - il nostro interesse è salvaguardare il patrimonio idrogeologico termale in un progetto che coinvolga anche noi». Le fonti attorno al quale ruota il principio del termalismo sono per ora messe in disparte in attesa di conoscere i destini della partecipata che ne detiene i beni immobiliari, liquidata il 14 settembre.
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