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06/10/2018

Caso Etra in Procura Levorato denuncia Dirigente indagato

Il Giornale di Vicenza

L'INCHIESTA. La magistratura allertata da una segnalazione del leader
Il presidente: «Ora posso parlare: nella vicenda delle proroghe hanno cercato di corrompermi ma ho subito chiamato la polizia»
Una tangente per il presidente di Etra Andrea Levorato, respinta con forza da quest'ultimo e segnalata immediatamente alla polizia. Non c'è solo l'indagine contabile della Procura della Corte dei Conti a turbare la multiutility dei rifiuti. A questa, infatti, si somma un'indagine penale della Procura di Padova, nata dalla denuncia del presidente del consiglio di gestione. Iscritto nel registro degli indagati è Enzo Targhetta, l'ex presidente dell'Asi, società pubblica di servizi partecipata per il 60 per cento dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese e per il 40 per cento da Etra. L'accusa è di istigazione alla corruzione: avrebbe tentato di coinvolgere Levorato nella spartizione di profitti di quanto ottenuto con le proroghe degli appalti. La vicenda, che risale al 2015, è stata ricostruita proprio grazie a una denuncia di Levorato, a seguito della quale gli inquirenti hanno tappezzato la sede di Etra di "cimici". Nel 2015 i bandi per la raccolta dei rifiuti erano in scadenza. Il dibattito interno alla multiutility verteva sull'opportunità di seguire la legge sugli appalti, che prevede di indire nuove gare, oppure se proseguire con proroghe. Le quali sono però consentite solamente in casi straordinari e a patto di indire a prescindere la gara d'appalto. Ed è qui che sarebbe entrato in gioco Targhetta. Dalle registrazioni emergerebbe che l'ex presidente di Asi spingeva per le proroghe al fine di favorire la ditta De Vizia spa (la società che raccoglie i rifiuti) in cambio di denaro. Targhetta avrebbe provato inutilmente a coinvolgere Levorato, che però si è subito rivolto alla polizia.Dalla denuncia emergono i particolari del malaffare. «Il 26 novembre del 2015 - riferisce Levorato alla polizia - Targhetta mi disse che se fossero state assicurate delle proroghe lunghe agli affidi in scadenza "ci sarebbe stato da passare bene il prossimo Natale". Se avessi prorogato il servizio mi avrebbero assicurato il 2 per cento dell'importo della proroga, però la proroga doveva essere almeno di sei mesi».Levorato rivela il contenuto di un altro incontro tra lui e Targhetta avvenuto a metà febbraio del 2017. «In seguito alla proroga del contratto per i servizi ambientali con la De Vizia, questa aveva pagato una somma che il Targhetta voleva dividere con il sottoscritto. Io rifiutai - spiega Levorato - Il Targhetta mi diceva che aveva ricevuto 5000 euro, dei quali 500 li aveva corrisposti a una persona di cui non fece il nome, e il resto, 4500 euro, lo voleva dividere con me».Una settimana dopo l'offerta venne rifatta a Levorato, che rifiutò ancora. «Confermo di essere stato oggetto di un tentativo di istigazione alla corruzione - afferma - a seguito del quale ho immediatamente allertato l'Autorità giudiziaria, che ha provveduto a monitorare gli ulteriori sviluppi secondo modalità stabilite dalla procura. Non potevo agire in prima persona o parlarne, essendo in atto il segreto istruttorio. Se fino ad oggi ho dovuto mantenere il più stretto riserbo, di fatto sin da subito mi sono attivato per adottare una serie di azioni importanti in Etra, che talvolta hanno reso piuttosto complicata la mia presenza in azienda».

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