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20/10/2018

Case popolari? Non agli stranieri «Esclusi i lavoratori autonomi»

QN - La Nazione

STRANIERO imprenditore o piccola partita Iva? Scordati la casa popolare, anche se hai tutti i documenti in regola. Una sorta di «omissione» ad hoc, secondo i rappresentanti di Potere al Popolo, inserita nel bando del Comune di Massa degli alloggi Erp per lasciare fuori dalle graduatorie gli stranieri liberi professionisti, senza permesso di soggiorno di lunga durata. Una svista? Tutto può essere. Certo, il caso vuole che sia ricaduta proprio su una categoria ben precisa ed è lì che Pap affonda la penna, dopo aver letto a fondo il bando pubblicato pochi giorni fa sul sito del Comune e sventolato come successo dei primi 100 giorni dalla giunta del sindaco Francesco Persiani. Nel testo, fra i requisiti richiesti per fare domanda si legge: «Possono partecipare anche i cittadini di altro Stato in possesso di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale purché, in questo caso, esercitino regolare attività di lavoro subordinato». Quindi no liberi professionisti: tagliati fuori ad esempio i numerosissimi extracomunitari impegnati nel commercio come ambulanti. A presentare il problema è stato ieri mattina Riccardo Bardoni, del settore affari sociali di Potere al Popolo. «Il bando di fatto esclude gli immigrati che svolgono lavoro autonomo - incalza da subito - Eppure la legge ribadisce uguaglianza fra chi svolge lavoro subordinato e chi è invece autonomo, le partite Iva. Una scelta che stride in maniera evidente con gli scenari che il mondo del lavoro ci presenta e che coinvolgono italiani e stranieri allo stesso modo. Sempre più spesso, infatti, nei settori legati all'edilizia e alle manutenzioni la richiesta da parte delle ditte è quella di lavoratori a partita Iva, piccoli artigiani, a cui affidare lavori di rifinitura o parti di esecuzione di ristrutturazioni e costruzioni. Ci domandiamo se sia ignoranza della legge oppure se sia un intento volontario di discriminare alcuni lavoratori. Certo, difficile credere all'ignoranza della legge quando la giunta e il consiglio comunale sono composti da tanti avvocati, professori universitari, sia in maggioranza sia all'opposizione: nessuno ha letto il testo e si è accorto del problema?». Per avere una conferma ai dubbi, inoltre, Pap si è rivolto anche all'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi) che ha confermato tutto. «C'È UN errore nel bando (che potrebbe anche essere involontario). In effetti ai sensi dell'articolo 40 comma 6 del Testo Unico Immigrazione (come modificato dalle Bossi-Fini, precisa Bardoni), anche i lavoratori autonomi hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica». Insomma, il bando così non sarebbe legittimo, secondo Potere al popolo: «Ci auspichiamo che sia ritirato in fretta - conclude Bardoni - perché è illegittimo, altrimenti siamo pronti a protestare con forza anche con sit in sotto il Comune o a impugnarlo nei tribunali competenti». Francesco Scolaro