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23/01/2019

Capitale della cultura chi c’è ora nel team e quali sono le città in lizza con Livorno

Il Tirreno - Mauro Zucchelli

Il bando del ministero ancora non c'è, le candidature sì Asa e Iren sponsor, in arrivo una consulenza esterna dopo l'annuncio del sindaco Capitale della cultura chi c'è ora nel team e quali sono le città in lizza con Livorno Il bando del ministero ancora non c'è, le candidature sì Asa e Iren sponsor, in arrivo una consulenza esterna dopo l'annuncio del sindaco
LIVORNO. Ancora il bando del ministero dei beni culturali non c'è, le candidature delle città per farsi scegliere come "capitale italiana della cultura" invece sono già annunciate, eccome: ad esempio, Torino, Pordenone, Verona, Rovigo e la Sicilia di Modica. Ma soprattutto L'Aquila: si era già fatta avanti sulla roulette della "capitale europea" finita a Matera e ora la giunta di destra ne fa un simbolo dell'uscita dall'emergenza del terremoto.Tutte candidature sulla rampa di lancio già da mesi, alcune da più di un anno. Del resto, l'iter che per il 2020 ha visto prevalere Parma era cominciato tre anni prima: nel maggio 2017 la scadenza per farsi avanti, alla fine dell'estate successiva c'era già il termine per un formale dossier di candidatura. Nelle ultime tre occasioni di questi tempi si era a un passo dalla proclamazione: è arrivata fra fine gennaio e prima metà di febbraio, nel 2018 con la scelta del 2020 per avere due anni per prepararsi. Stavolta no: dunque, finora è possibile solo conoscere volontà politiche, non candidature ufficiali.L'idea di mettersi in lizza per ottenere la denominazione aveva fatto capolino in passato anche a Livorno: ad esempio, con Massimo Sanacore tre anni fa a una giornata di studi sul pastore Schulthesius (vedi sotto), ma anche nell'estate di due anni fa con un incontro in cartellone al premio Rotonda o nel febbraio scorso con un intervento di Giulio Cesare Ricci, "padre" della casa discografica Fonè, sul blog dell'Huffington Post di Lucia Annunziata (o qualcosa di analogo di Simone Lenzi in un corsivo sul Tirreno quattro anni fa)...Palazzo Civico conferma che nel frattempo è arrivata la disponibilità da parte di Asa e Iren a sponsorizzare con 50mila euro a testa il progetto di candidatura. Per i prossimi giorni è annunciato l'affidamento di una consulenza esterna - soprattutto sul fronte comunicativo - a Promopa, fondazione lucchese guidata da Gaetano Scognamiglio con vice Francesca Velani, impegnata come coordinattrice del progetto relativo a Parma capitale della cultura nel 2020. Con Palazzo Civico hanno già lavorato nel dossier del polo tecnologico e per il progetto Build (attrazione di investimenti).È questo team che va a rinforzare il gruppo ristretto che ha lavorato finora al fianco del sindaco: a quanto è dato sapere ne fanno parte Francesco Belais (assessore alla cultura), Marco Leone (Fondazione Goldoni), Paola Tognon (direttore scientifico dei musei) e Antonio Bertelli (capo di gabinetto del sindaco).Diventerà un tema politicamente incandescente l'intenzione di declinare nel 2021 le "Livornine" che hanno chiamato nella nostra città mercanti e famiglie da mezzo Mediterraneo? Da un lato, Nogarin strizza l'occhio all'idea di città multietnica ma dall'altra sottolinea il valore della «convivenza pacifica tra le culture e il libero commercio» ma «in una cornice di sicurezza e legalità».In realtà, la sottolineatura più importante risulta quella di una candidatura che non diventi divisiva: meglio mettere - insistono da Palazzo Civico - l'accento sul pluralismo delle soggettività per costruire una fase nel segno della coesione anziché del fuoco incrociato di rancori. --Mauro Zucchelli