scarica l'app
MENU
Chiudi
20/06/2019

Cantieri “mondiali”: già 56 blitz antimafia

Il Gazzettino

I CONTROLLI
BELLUNO Un cantiere passato al setaccio ogni dieci giorni di lavoro. È la media con cui si è viaggiato in questi due anni con i controlli sulle opere mondiali. È il frutto del Piano Prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici, avviato nell'estate 2017 su input della Prefettura, che coordina. E il prefetto Francesco Esposito, pur con la scaramanzia dovuta prima dell'assegnazione, ci sta pensando anche nel caso delle Olimpiadi 2026 a Cortina. «Va replicato e potenziato - afferma -, ma tutto deve partire dalle stazioni appaltanti. Queste sono attività di tipo negoziale. Si può fare solo se c'è volontà tra chi fa le opere e controlla l'evoluzione delle stesse».
IL PIANO
Parlare di infiltrazioni mafiose in una delle province più sicure d'Italia potrebbe sembrare assurdo. Ma il piano è nato per prevenire questa possibilità. «Non possiamo escludere - spiega Esposito - che a Belluno, quando si gestisce un appalto o un'opera pubblica, non ci sia appetito di chi è contiguo a ambienti della criminalità organizzata. Quello che è successo in altre province del Veneto ha consentito di aprire gli occhi sul fatto che non esistono territori immuni». Due anni fa si era deciso di prevenire con un piano, che è primo in Italia per una serie di opere non ritenute strategiche a livello nazionale (viene utilizzato solitamente solo per le grandi opere). Al setaccio, tramite una banca dati e il lavoro delle forze di polizia e ispettorato le gare d'appalto, i sub-affidi, i materiali usati, la gestione della manodopera. È possibile farlo grazie alla clausola che le ditte che si aggiudicano i lavori accettano al momento del contratto: ovvero lavorare in chiaro inserendo tutti i dettagli (dai mezzi usati, personale eccetera) nell'apposita banca dati che sarà visibile poi per le verifiche e incrocio solo a Prefettura, forze di polizia e Direzione distrettuale antimafia.
I BLITZ
Carabinieri, polizia di Stato e Finanza, secondo quanto pattuito nel piano (sottoscritto da Anas e dalle ditte) possono entrare liberamente nei cantieri in qualsiasi momento. In questi primi due anni gli accessi sono stati 56, uno ogni 10 giorni lavorativi. Il prefetto Francesco Esposito non risponde alla domanda su eventuali irregolarità riscontrate. Non può entrare nel merito. Si limita a dire: «Essendo un sistema di prevenzione anche evitare che ci siano infiltrazioni è un risultato. Il migliore possibile. Non è un sistema che interviene dopo, ma prima e durante». «I cantieri - spiega - sono sotto la lente di ingrandimento h24. Da una parte i dati inseriti che vengono verificati a campione per capire se sono veritieri. Dall'altra gli accessi ai cantieri. Credo che sia stato sviluppato un sistema che è di grande protezione dell'opera che si sta eseguendo. Certamente è un patrimonio che non vogliamo disperdere e vorremmo estendere alle Olimpiadi e a altre opere a altre attività di appalti che sono maggiormente esposti al rischio di infiltrazioni. Stiamo da tempo monitorando con attenzione anche il ciclo dei rifiuti, ma per ora su questo non esiste una banca dati, anche se sarebbe bello poterla creare».
Olivia Bonetti