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05/07/2019

Candidata esclusa: l’Ausl dovrà risarcirla

QN - Il Resto del Carlino

di VALENTINA REGGIANI IL suo curriculum vantava comprovate esperienze nel campo e, soprattutto, rispondeva ai criteri necessari per partecipare alla selezione pubblica. L'incarico avrebbe dovuto essere per questo affidato a lei, una giovane psicologa. Eppure si è vista 'scavalcare' dalla concorrente che ha firmato l'ambito contratto pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti. ORA L'AUSL dovrà risarcire la candidata esclusa, versandole 40mila euro: danno patrimoniale pari al compenso previsto per tale incarico oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo. Questa la decisione della prima sezione del Tar, che si è così pronunciata sul ricorso presentato dalla candidata 'bocciata' contro l'azienda Sanitaria affinchè fosse annullata l'attivazione del contratto alla 'rivale'. I fatti risalgono al 2014 quando la psicologa partecipa alla selezione indetta dalla Ausl con avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa. Il concorso è rivolto ad un professionista in possesso di laurea in Psicologia, per la realizzazione del Progetto 'Sostegno al cambiamento organizzativo delle Strutture sanitarie ospedaliere e monitoraggio e valutazione degli obiettivi e risultati dei Programmi aziendali' da svolgersi presso il Servizio Sviluppo Organizzativo e Dipartimento Salute Mentale. Uno dei requisiti per la partecipazione era il possesso di esperienze documentate, pari almeno a tre anni, di realizzazione di interventi di riorganizzazione aziendale in sanità. Al colloquio orale si presentano in due: la ricorrente e la controinteressata poi risultata assegnataria. Dopo aver effettuato un accesso documentale la ricorrente presenta un'istanza di annullamento in via di autotutela che non viene però riscontrata dall'Amministrazione. LA GIOVANE psicologa denunciava infatti la violazione dei requisiti richiesti dal bando in quanto la vincitrice della selezione, alla data di scadenza dei termini di presentazione delle domande, non era in possesso dei requisiti minimi di esperienza professionale richiesti ai fini dell'ammissione alla procedura comparativa e cioè di esperienze documentate, pari almeno a tre anni. Tra l'altro, è emerso, colei che ha vinto l'incarico aveva svolto solo 15 mesi di attività in strutture. Secondo i giudici quindi «La controinteressata doveva essere esclusa». La Commissione, infatti, ha violato le regole fissate nell'avviso pubblico; da qui la condanna all'Ausl.