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30/12/2018

Campus, Campostrino e palazzo Albertini Oltre all’ex Santarelli c’è tanto in cantiere

QN - Il Resto del Carlino

di FABIO GAVELLI IL CAMPUS universitario, Eataly nel palazzo Talenti Framonti, in buona parte il mercato coperto di via Cavour e il San Giacomo sono andati in porto negli ultimi quattro anni. Altri luoghi importanti del centro sono in fase di progettazione, ma alcuni restano al palo e rimangono punti critici della città. Appena venerdì è stato tolto il velo sul piano di recupero dell'ex asilo Santarelli. C'è dunque qualcosa che si muove e qualcosa che invece è fermo. PARTIAMO dall'università. I lavori del 'trefolo', cioé l'asse portante del campus, sul lato di via Corridoni, sono finiti nel 2017. Ora si punta al recupero del padiglione Sauli-Saffi, con il portico di collegamento e accesso al campus: l'intervento costa 9,5 milioni, i soldi sono già finanziati, il cantiere dovrebbe aprire entro fine 2019. Il prossimo autunno dovrebbe finalmente essere completata anche la ristrutturazione della palestra Campostrino, un investimento di oltre 800mila euro, che ha attraversato varie vicissitudini (per esempio il fallimento della ditta appaltatrice): sarà destinato ad attività culturali. CAPITOLO San Giacomo. L'allestimento dell'auditorium è stato fatto, ma il punto ora è affidare la gestione dell'importante edificio, la cui ristrutturazione è costata oltre 10 milioni. «Assieme alla Fondazione Cassa dei Risparmi stiamo studiando il modello gestionale più adatto - dice il sindaco Davide Drei - . L'idea di fondo è che occorra un soggetto, che non può essere il Comune, che vi si dedichi, unitamente ai Musei San Domenico». Anche questo sarà un obiettivo da conseguire nel 2019, che passerà in eredità alla nuova giunta comunale. A poche centinaia di metri di distanza dal complesso museale, un altro progetto di spicco riguarda la riqualificazione dell'ex asilo Santarelli. L'intento del Comune è insediarvi i Laboratori per l'Innovazione, rivolti ai giovani (primo piano, piano rialzato e lastrico solare), mentre sotto dovrebbe sorgere il cosiddetto Hub Culturale: museo urbano, biblioteca, bar. In tutto l'opera costerà 5 milioni, già finanziati. Previsioni: il cantiere dovrebbe aprire a metà 2019, per concludere l'intervento nella seconda parte del 2020. Altro edificio al centro di tante discussioni cittadine e destinato a esposizioni e iniziative di arte contemporanea è l'ex deposito Atr, in piazzetta Savonarola. L'immobile è stato rilevato all'inizio del 2018 da Livia Tellus, la holding del Comune. L'amministrazione vuole fare un primo consolidamento strutturale e opere di adeguamento funzionale degli impianti (la spesa è di 700mila euro). In questa fase il progetto è alla Soprintendenza, che deve dare l'autorizzazione all'intervento, la cui gara d'appalto, se tutto filerà liscio, si potrà fare verso la metà del prossimo anno. Novità degli ultimi giorni è Palazzo Albertini, in piazza Saffi. Sono arrivati i fondi regionali (500mila euro, la metà necessaria per l'opera) per completare il recupero dei piani superiori, che diventeranno la sede dell'Urban Center, cioé il luogo in cui saranno esposti i progetti che interessano la città. «Sarà il luogo di dialogo sui programmi futuri, uno spazio della partecipazione», sostiene il sindaco. In questo caso l'appalto dovrebbe essere avviato entro il 2019. INFINE due situazioni molto lontane dal recupero. La prima è il Monastero della Ripa, nel quartiere di Schiavonia. «Da solo il Comune non è certamente in grado di intervenire per le dimensioni dell'investimento - ammette Drei -. Sarebbe però un passo importante sviluppare idee su cosa fare in quel luogo». L'altra è la Rocca di Caterina Sforza, quando il carcere se ne andrà. Le polemiche nate in città al nome dell'architetto Massimiliano Fuksas, avvicinato dalla Fondazione, aprono un interrogativo: i forlivesi si divideranno per l'ennesima volta o troveranno un progetto condiviso? © RIPRODUZIONE RISERVATA