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06/07/2019

Caffè in Comune col trucco: assolti Brugnoni e i figli

Il Messaggero

IL PROCESSO
«Sono finiti due anni di calvario». Queste, le prime parole di Alberto Brugnoni, imprenditore che assieme ai figli Alessio e Arianna era finito sotto processo a seguito dell'indagine condotta dalla guardia di finanza e coordinata dal pubblico ministero Mario Formisano sul presunto «caffè col trucco» in Comune. In sostanza, secondo l'accusa dal 2013 al 2017 i dipendenti comunali avevano pagato di più
caffè, acqua, bibite in lattina e barrette di cioccolato rispetto a quanto previsto nell'offerta della ditta che aveva vinto l'appalto per piazzare i distributori automatici di snack e bevande, 171 nel complesso, nelle varie sedi degli uffici comunali. L'appalto era stato vinto dalla ditta Ristoro H24, all'epoca di proprietà dei Brugnoni, trascinata in tribunale da quella che era stata esclusa dal ricco appalto.
Davanti al giudice Valerio D'Andria, i Brugnoni, assistiti dall'avvocato Laura Modena e dal collegha Giampaolo Delli Cicchi, sono riusciti a convincere il gup non solo, dice l'avvocato Modena, «che l'aumento del prezzo del caffè era dovuto all'aumento dell'Iva» ma anche di aver rispettato tutte le voci previste dall'appalto. Il giudice ha così assolto «perché il fatto non sussiste» l'imprenditore e i figli dalle accuse di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d'asta. «Una sentenza - conclude l'avvocato Modena - che ristabilisce la verità e ridà serenità ai miei assistiti».
Mi. Mi.