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02/03/2019

Bono, Cinque Stelle “La Tav non si farà ma se accadesse potrei lasciare”

La Repubblica - MARIACHIARA GIACOSA

Intervista
Divisioni tra di noi? C'è giusta tensione, perchè il momento è vitale, ma non mi preoccupo
Davide Bono. Grillino della primissima ora, per due volte candidato presidente della Regione, ora "vittima" della regola dei due mandati si appresta a ricoprire il ruolo del grande saggio. Poco attivo sui social, diversamente da molti colleghi, in questi giorni tenta di tenere sotto controllo i mal di pancia che tormentano il M5s.
Bono, un militante storico come Airola minaccia di lasciare il Movimento se il governo fa partire i bandi Tav.
Siete a un passo dalla scissione? «Preferisco parlare del tempo.
Siamo a inizio marzo e fa molto caldo e può avere effetto sulle esternazioni delle persone».
Si riferisce ad Airola? «Credo ci si debba fidare del governo. Il ministro Toninelli ha detto che i bandi non partiranno e io ci credo. Così come ci crede il nostro candidato presidente Giorgio Bertola».
Veramente Toninelli ha detto che i bandi possono pure partire perché è possibile revocarli in ogni momento «Mi pare che poi abbia smentito.
E' una situazione complicata, ma la posizione dei 5 stelle mi sembra chiara».
Per lei i bandi possono partire? «Assolutamente no. C'è un'analisi costi-benefici chiara.
C'è un confronto all'interno del governo. Io mi fido».
Non ha paura che finisca come per le Atp Finals? Appendino si è fidata del governo e alla fine le gare si faranno altrove.
«Non conosco la vicenda».
Basta leggere le bacheche Facebook dei vostri attivisti per capire che ci sono mal di pancia sulla Tav «C'è chi è preoccupato e chi no».
Lei è preoccupato? «Sappiamo che ci sono lobby molto forti e vogliono fare la Tav, perché ci sono in ballo molti soldi. Ma vigiliamo. Abbiamo fatto un gran lavoro con i tecnici No Tav. Poi gli esperti del ministero hanno studiato i costi e i benefici. Direi che di fronte all'esito negativo di questa valutazione il governo deve prendere atto che si tratta di un'opera inutile e costosa e va bloccata». Come vive l'agitazione nel Movimento? «Non c'è un termometro. Credo che ci sia la giusta tensione perché il momento è vitale, ma io non sono preoccupato».
In Piemonte si vota tra tre mesi: lei auspica una decisione sulla Tav prima del voto? «Sarebbe meglio scegliere il prima possibile. La nostra la posizione è molto chiara e poi abbiamo altro di cui occuparci.
E' Chiamparino che ha deciso di occuparsi solo di Tav e non ci sta facendo una gran figura. Era partito con l'idea del referendum, ora propone a Salvini di aggiungere una scheda a quelle per le elezioni di fine maggio. Se l'avessimo fatta noi quella proposta ci avrebbero massacrato. La Tav non è il problema principale dei Piemontesi. E il Pd è sempre più scollato dal proprio elettorato».
Voi rischiate di finire scollati dal popolo degli attivisti? «Noi non abbiamo establishment, sullo scollamento vedremo i risultati nelle urne».
Torniamo al Movimento. Se Airola se ne va, lei cosa fa? «Alberto ha minacciato una scelta di fronte a uno scenario che non si pone».
Ma se dovessero partire i bandi se ne andrà anche lei? «Vedremo. Se e quando dovesse verificarsi questa cosa. Ma ripeto: non sarà così. Le informazioni che abbiamo vanno in questa direzione».

Foto: Fondatore Davide Bono consigliere regionale è uno dei leader storici dei Cinque Stelle in Piemonte