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13/03/2018

«Basta coop in regime di monopolio»

Corriere Adriatico

L'ACCOGLIENZA
PESARO «Accoglienza dei profughi a Pesaro, il bando Sprar vinto ancora dalla Labirinto, che più che una cooperativa sta diventando una multinazionale. Non si creino nuovi ghetti come a Borgo Santa Maria». Nicola Baiocchi, segretario Fratelli d'Italia Pesaro, interviene sul bando Sprar del Comune di Pesaro per il prossimo triennio con beneficiari titolari di protezione internazionale.
Le critiche
«Il Comune di Pesaro ha comunicato di aver prorogato su propria iniziativa, e non su istanza del Ministero dell'Interno, il progetto Sprar per l'accoglienza di profughi in città per un numero pari a 38 e per un importo complessivo del progetto pari a 1.660.000 euro, guarda caso vinto dalla Cooperativa Labirinto, unica partecipante - scrive Baiocchi in una nota - Mi chiedo in primis come mai a questi bandi, direi a dir poco appetitosi sul piano economico, non partecipano mai altre coop o aziende ma si lascia agire in regime di monopolio ad aziende locali che oramai più che una coop sociale sembrano, come fatturati, una multinazionale».
«Basti pensare - prosegue - che la Labirinto ha fatturato nell'anno 2016 di 26.531.536 euro, 28.469.814,00 assieme alle coop associate, di cui 7.733.836 euro di entrate derivanti dal Ministero, 9.296.956 euro derivanti dai Comuni, somme sicuramente in crescita nell'anno 2017. Abbiamo tanto l'impressione che ci sia un tacito accordo tra Coop di non pestarsi i piedi nei territori e spartirsi una torta che in Italia vale almeno 4,6 miliardi di euro all'anno e che non vale in alcun modo la pena scannarsi in quanto ce n'è per tutti. E anche i bandi della Prefettura, tra cui quello appena pubblicato per il nostro territorio da 14 milioni di euro circa, sono sempre assegnati alle medesime cooperative».
Baiocchi si collega ad una questione di sicurezza: «A Pesaro negli ultimi giorni sono stati arrestati due ragazzi pachistani con 40 grammi di eroina, di cui uno già arrestato per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti e l'altro richiedente asilo. Sono nell'arco di questi mesi sono stati almeno 20 gli arresti di richiedenti asilo ospitati dalle nostre strutture. Mi chiedo veramente se lo sforzo che sta facendo la popolazione italiana di accogliere e garantire a questi ragazzi tutta questa serie di servizi, che non vengono concessi ai nostri concittadini in difficoltà, venga ricompensato con l'attività di spaccio di droga ai nostri ragazzi o con altre attività delittuose, occupando inoltre pesantemente le nostre forze dell'ordine già al collasso. Inoltre vi è, come previsto nei bandi tra le coop assegnatarie, un'attività di controllo e segnalazione di comportamenti anomali di questi ragazzi ed una pronta segnalazione alle Prefetture di competenza?».
La sicurezza
«I dati del Ministero dell'Interno ci dicono che in realtà coloro che hanno diritto di beneficiare dei diritti derivanti dalla protezione internazionale come rifugiati a fronte delle 130.119 richieste nel 2017 sono solamente l'8% come protezione sussidiaria ed il 25% come umanitaria. Ci auguriamo inoltre che la distribuzione nei territori avvenga con un criterio di proporzione e che non vengano nuovamente creati dei ghetti come avvenne nel quartiere di Borgo Santa Maria a Pesaro».
Thomas Delbianco
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