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06/10/2018

Assunti senza concorso la Finanza va in Regione

La Repubblica - CHIARA SPAGNOLO

L'inchiesta
, pagina II La guardia di finanza si presenta negli uffici della Regione Puglia e acquisisce la documentazione relativa alla stabilizzazione di 284 precari che hanno preso servizio il 1° settembre scorso. All'ufficio Personale sono state chieste copie dei contratti firmati tra luglio e agosto nonché dei bandi con cui, da dieci anni a questa parte, i precari sono gradualmente entrati in Regione per periodi limitati, fino a essere poi assunti a tempo indeterminato. L'obiettivo è stabilire se abbiano effettivamente partecipato a una procedura concorsuale, come stabilisce la legge, o se siano stati inseriti in una corsia preferenziale in virtù di parentele e amicizie con politici e dirigenti, dell'era di Nichi Vendola e di quella di Michele Emiliano.
Così si sostiene in alcuni esposti presentati in Procura a inizio estate e finiti sulla scrivania del procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno (a capo del pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione), che ha delegato le indagini ai finanzieri. L'inchiesta è allo stato embrionale, con il fascicolo iscritto a modello 45 (ovvero senza indagati né una notizia di reato definita). considerato che le illegittimità ipotizzate potrebbero configurarsi come abusi d'ufficio, falsi, peculato e truffa legati all'uso dei fondi comunitari.
La vicenda, in realtà, è di quelle intricate. Innanzitutto perché affonda in un passato non recente, ovvero la prima legislatura Vendola, durante la quale decine di precari cominciarono ad essere inseriti in short list della Regione e poi assunti a tempo determinato. Alcuni di loro diventarono stagisti, altri co.co.co: di sicuro con quegli incarichi - a chiamata e senza concorso - tutti maturarono quella "pregressa esperienza nella pubblica amministrazione" che poi divenne titolo preferenziale nei bandi pubblicati negli anni successivi. Bandi che prevedevano selezioni e non concorsi, come è stato chiarito negli esposti, nei quali si parlava di «elenchi redatti a domanda», senza che fosse fatta alcuna verifica «in merito alle modalità di costruzione del rapporto di lavoro tra gli stabilizzandi e l'ente».
In virtù di tale carenza, la Regione è stata diffidata dal portare avanti il processo di stabilizzazione da parte di alcuni vincitori di concorso rimasti fuori dalle fortunate assunzioni. Ma a tali contestazioni l'ente ha risposto picche, provvedendo a far firmare tutti i 284 contratti e dando il via libera ai neoassunti. Fra loro anche una donna che prima sarebbe stata promossa senza concorso - passando inspiegabilmente dalla categoria C alla D - e poi riportata alle precedenti mansioni (e stipendio) con una correzione del contratto fatta dopo che lo scandalo era stato tirato fuori da un altro esposto in Procura. Tale vicenda fu segnalata all'Anac e una serie di denunce arrivò anche alla Corte dei conti e all'Olaf, l'organismo della Comunità europea che indaga sulle frodi nell'uso dei fondi comunitari. «Risulterebbe che la Regione Puglia abbia usato i fondi europei per reclutare personale da inserire stabilmente nel ruolo ordinario per lo svolgimento dell'attività istituzionale ovvero per creare un canale parallelo di accesso all'impiego pubblico a tempo indeterminato», è scritto nella denuncia presentata ad agosto e rispetto alla quale sono state attivate le procedure di verifica.
Nel pieno della stagione estiva, poi, si aprirono altri capitoli sulle assunzioni regionali, come quello relativo al bando per la comunicazione del piano ambientale con ricerca di sei esperti e un ulteriore concorso per dirigenti, che bandiva tre posti per interni e tre per esterni. Il tutto in presenza di una graduatoria di vincitori di concorso, che resta inesorabilmente bloccata e che scadrà a fine anno.
La guardia di finanza ha acquisito soltanto alcuni documenti, per il momento, ma il lavoro è ancora all'inizio. Anche perché alla base delle denunce c'è l'ipotesi che molte assunzioni siano state fatte per favorire parenti e amici di personaggi influenti. E la tesi non sarà facile da dimostrare.

Foto: Procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno è il titolare dell'inchiesta sulle assunzioni dei 284 precari in Regione

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