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26/08/2018

Asili nido e scuole materne l’inizio tra mille incertezze

Il Messaggero

SULMONA
Gli inserimenti all'asilo nido sono bloccati, come i lavori. Il cronoprogramma fatto e immaginato dall'assessore ai Lavori pubblici Nicola Angelucci per far ripartire le scuole tra tre settimane sembrano saltati e, ancora una volta, ancora per questo anno scolastico, la campanella suonerà tra mille incertezze. L'unico cantiere che era stato aperto, quello appunto dell'asilo Isola Felice, e i cui lavori dovevano concludersi entro la prima metà di settembre, di certo non rispetterà i tempi di consegna dopo che un incidente sul lavoro nel luglio scorso ha bloccato il cantiere. Si pensava un ritardo di una al massimo due settimane, ma è probabile che ci vorrà più tempo. Dopo la pausa di Ferragosto, infatti, nessuno si è visto sulle impalcature e la speranza è che domani si riescano a riavviare i lavori. Ma il ritardo finora è di almeno quattro settimane. Un'incertezza che ha bloccato il sistema dell'inserimento scolastico al micro nido, perché è inutile far entrare i bambini in un edificio (quello di via L'Aquila) che dovrebbe essere poi lasciato dopo qualche giorno. Incertezza anche per gli studenti delle scuole materne ed elementari della Masciangioli, la cui scuola non ha ancora visto il cantiere aperto, e dove anche la soluzione temporanea, quella dei Musp, è priva di sicurezze.
LE GARE D'APPALTO
Il Comune, infatti, non ha espletato la gara d'appalto per i moduli temporanei, limitandosi a mettere una pezza colori all'ultimo momento con un rinnovo diretto alla società che li aveva installati e che avrà una durata di quattro mesi. In questo periodo, teoricamente, si dovrebbe procedere a nuova gara e, paradossalmente, se dovesse aggiudicarsela qualcun altro bisognerà smontare i Musp esistenti e montarne di nuovi. Per il resto tutto tace: nulla si sa dei fondi aggiuntivi necessari per far ripartire i lavori della scuola di via Togliatti e nulla si sa, per i suoi studenti trasferiti nell'ex Croce Rossa, degli spazi aggiuntivi per permettere loro di fare attività fisica (anche se una mezza specie di palestra - poco più di una stanza - dovrebbe essere ricavata dai locali ex Cescot). Buio pesto sulle altre scuole tra ricorsi al Tar, mancata nomina dei direttori dei lavori, attese per le carte dal Genio civile.
Patrizio Iavarone
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