MENU
Chiudi
12/12/2018

Appalto rifiuti, svolta nell’inchiesta: due arresti

La Stampa - giò barbera

alassio: nella vicenda coinvolto anche rocco invernizzi, assessore comunale all'Ambiente dimissionario
Clamorosa svolta nell'inchiesta sull'appalto dei rifiuti di Alassio che aveva come indagato eccellente anche Rocco Invernizzi, assessore comunale dimissionario all'Ambiente. Sono stati arrestati Pierpaolo Pizzimbone, imprenditore del settore rifiuti, molto conosciuto nel Ponente Ligure, ex coordinatore di Fratelli d'Italia per la provincia di Savona e Mario La Porta, consulente di Toirano. L'ipotesi di reato è quella di estorsione, in parte consumata e in parte tentata, secondo l'ordinanza firmata dal gip Alessia Ceccardi, che ha accolto le richieste dei pm Chiara Venturi e Massimiliano Bolla.

Secondo gli inquirenti, Pizzimbone e La Porta si sarebbero fatti consegnare una somma di denaro da un rappresentante della ditta che attualmente gestisce l'appalto dei rifiuti ad Alassio per evitare all'associazione temporanea di impresa (Icos, Ecoseib e Ecoin) che, ha in appalto il servizio di raccolta dei rifiuti dal 2013 in proroga fino al prossimo anno, altre sanzioni comminate dal Comune: oltre 30 mila euro già decurtati dalla fattura di agosto/settembre e 300 mila euro per altre penalità già contestate e ora in contraddittorio con l'ente pubblico. Sull'intera vicenda il riserbo degli inquirenti è massimo.

Preferisce mantenere la bocca cucita anche l'ex assessore Invernizzi ora in Comune in qualità di semplice consigliere. Ad occuparsi della delega all'Ambiente ora è direttamente il sindaco Marco Melgrati pronto a rescindere il contratto con l'Ati ancor prima della sua naturale scadenza del mese di luglio 2019.

La settimana scorsa in Procura Rocco Invernizzi è stato interrogato per oltre tre ore. A sua volta indagato per reati contro il patrimonio, affiancato dal suo legale Franco Vazio, ha ricostruito punto per punto la sua posizione. «Di certo - aveva precisato il legale - il mio cliente non ha mai tratto alcun vantaggio nella sua veste di amministratore. Ha sempre lavorato con la massima trasparenza». L'attenzione degli inquirenti che avevano ordinato perquisizioni e sequestri di documentazione e dei cellulari degli indagati si è spostata altrove. Sul consulente e su Pizzimbone. Sono loro ad aver avuto un ruolo chiave nella vicenda? Nulla trapela, ma è probabile che in mano agli inquirenti siano finite prove tali da poter chiedere al gip Ceccardi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione.

Negli interrogatori di garanzia attesi nelle prossime ore i due arrestati potranno produrre a loro volta prove per difendersi. «C'è l'esecuzione di una misura cautelare - conferma l'avvocato di Pizzimbone, Giuliana Basso- Mi recherò in Procura e dal gip per conoscere i contenuti del provvedimento e valuteremo come difenderci». Pizzimbone, tra l'altro, la settimana scorsa aveva già deciso di dimettersi dall'incarico di coordinatore di FdI ruolo ora affidato al segretario regionale del partito di Giorgia Meloni Massimiliano «Chicco» Iacobucci. Nel frattempo la notizia dei clamorosi arresti è arrivata anche in Comune. Pochi commenti. «Il nostro compito è quello di amministrare bene la cosa pubblica e di fare in modo che la città sia decorosa. Il resto non ci interessa. Ma siamo certi che Rocco Invernizzi abbia lavorato nella massima trasparenza».

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore