MENU
Chiudi
23/07/2018

Appalto Musei Civici La Cgil attacca il Comune

Il Gazzettino

LA VERTENZA
VENEZIA «Chiamandosi fuori, il Comune di Venezia è venuto meno al suo ruolo di garante dei diritti dei lavoratori dei Book Shop dei Musei Civici. Si scaglia conto l'amministrazione comunale e promette di dare battaglia fino all'ultimo grado di giudizio la Filcams Cgil di Venezia, dopo la pronuncia del Tribunale di Venezia in merito alla mancata assunzione di 6 dei 17 addetti nei Musei Civici veneziani esclusi dal nuovo appalto che, dallo scorso marzo, ha affidato la gestione del servizio ad una nuova società subentrante.
IL TRIBUNALE
Una vicenda ulteriormente complicata dalle decisione del Tribunale di Venezia di riconoscere la competenza del tribunale di Milano per la causa pendente a seguito del ricorso del sindacato, in quanto sede della società vincitrice del nuovo appalto. «Siamo all'inizio di una fase complessa - spiega Monica Zambon, segretaria generale della Filcams Cgil perché non era mai accaduto che in casi analoghi un Tribunale non riconoscesse la propria competenza territoriale e per noi in questa concessione del servizio di Bookshop i lavoratori appartengono all'appalto che è a Venezia e non all'azienda che lo vince».
PRECEDENTE GRAVE
Per il sindacato si tratta di un precedente grave ma non l'unico in quanto il passaggio tra il vecchio ed il nuovo appalto non ha garantito l'assunzione di tutti gli addetti, causando i 6 licenziamenti che la Cgil considera illegittimi e che sono stati invece motivati dal mancato possesso di alcune competenze professionali richieste. « Parliamo di lavoratori che avevano acquisito un' esperienza ventennale - ricorda Monica Zambon - e licenziati con la scusa che non sapevano l'inglese, cosa peraltro non vera». Ora la Filcams Cgil punta su una sentenza del Tribunale di Milano che disponga il reintegro dei 6 lavoratori licenziati.
MANI LIBERE
« Gli 11 lavoratori rimasti sono meno tutelati ma continuano a fare lo stesso lavoro che facevano prima e vendono lo stesso materiale di prima, mentre gli altri sei sono stati licenziati senza valide motivazioni - sottolinea Roberta Gatto della Cgil ma se chi subentra è libero di scegliersi i lavoratori si apre un breccia che non si sa dove può portare, soprattutto se si considera che ormai la gran parte di servizi pubblici oggi sono appaltate a ditte private e quindi quei lavoratori hanno perso tutte le tutele di cui godevano prima. Come Cgil non possiamo far passere tutto questo». Secondo la Cgil questo passaggio a tutele calanti si è reso possibile anche grazie alle norme contenute nel Jobs Act mentre l'amministrazione comunale veneziana, che ha indetto il bando, non avrebbe imposto alcuna clausola sociale alla società subentrante . «Il Comune di Venezia si è a disinteressato di questi lavoratori fanno sapere dalla Filcams Cgil evidentemente qui ci sono lavoratori di serie A e di serie B».
Paolo Guidone
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore