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06/07/2019

Appalto bocciato, Azienda Zero tira dritto

Il Gazzettino

IL CASO
VENEZIA Azienda Zero va al contrattacco sull'appalto delle mense ospedaliere, bocciato prima dal Consiglio di Stato e poi dall'Autorità nazionale anticorruzione. Non solo impugnando le sentenze in Cassazione e rispondendo alla deliberazione dell'Anac, come anticipato una settimana fa dal Gazzettino, ma anche emanando un nuovo bando contenente solo alcune modifiche rispetto al precedente, non certo quella radicale «riedizione dell'intera procedura di gara» auspicata dalla risoluzione dei consiglieri regionali di opposizione, che ieri ha visto la maggioranza lasciare i banchi prima del voto. Del resto la lunga relazione del direttore generale Patrizia Simionato, letta in aula dall'assessore Manuela Lanzarin, era mirata a smentire «l'affermazione per cui l'impresa aggiudicataria sarebbe stata in qualche modo avvantaggiata».
LA CONTROFFENSIVA
Il riferimento era al colosso Serenissima Ristorazione: uno dei dieci a concorrere alla gara da 303 milioni (quasi tutti «grandi imprese, con fatturati annui tra i 100 milioni e gli oltre 500 milioni di euro»), ma l'unico a vincere tutti e sei i lotti (scatenando così il ricorso e l'esposto del gruppo Dussmann Service, sfociati nei pronunciamenti sulla «violazione delle regole della corretta concorrenza nel mercato delle imprese del settore»). La controffensiva di Azienda Zero è partita proprio da questi verdetti: da una parte «rilevando sia taluni errori di fatto, sia l'invasione, da parte del Consiglio di Stato, della sfera della discrezionalità amministrativa spettante alla pubblica amministrazione»; dall'altra rimarcando che «l'Anac ha semplicemente espresso una sorta di parere non vincolante» a fronte del quale l'ente regionale era solo tenuto a far conoscere le proprie determinazioni, il che è avvenuto attraverso l'incarico legale (con parcella complessiva da 12.000 euro) conferito agli avvocati Fabio Pinelli e Vincenzo Cerulli Irelli lo scorso 1° luglio.
LA SECONDA PROCEDURA
Quello stesso giorno la Commissione regionale per gli investimenti tecnologici e in edilizia ha approvato la seconda procedura di gara, poi emanata l'indomani da Azienda Zero, determinata a tirare dritto. Il nuovo bando non riguarda più soltanto le strutture oggetto delle impugnazioni precedenti (Ulss 1 Dolomiti, 2 Marca Trevigiana, 3 Serenissima, 5 Polesana e 6 Euganea), ma pure i distretti di Feltre e Bassano, parte di quello dell'Alto Vicentino e l'ospedale riabilitativo di Motta di Livenza. Per evitare di incappare nuovamente nei rilievi già formulati, questa volta è stato deciso di suddividere l'operazione in sei anziché tre lotti, di diminuire la durata da sette a quattro anni e di rimodulare il rapporto qualità-prezzo come criterio di aggiudicazione da 50/50 a 70/30 (peraltro ora imposto dal Codice Appalti). Ma per il resto l'ente regionale resta convinto della correttezza del proprio operato, a cominciare dalla scelta di esternalizzare le cucine, «dettata da un'analisi costi-benefìci». Sia il Consiglio di Stato che l'Anac avevano fortemente stigmatizzato il fatto di premiare il concorrente che disponesse di un centro cottura esterno, come appunto Serenissima Ristorazione di Mario Putin: ebbene anche adesso, almeno per quanto riguarda il Bellunese (dove servirebbero 700.000 euro per mettere a norma le strutture esistenti), vengono previsti 5 punti in più per l'azienda che può arrangiarsi. Una decisione spiegata con la volontà di rispettare il «tetto di spesa per il personale dipendente» e di «orientare l'impiego delle risorse primariamente verso le attività assistenziali».
Angela Pederiva
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