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26/10/2018

Appalti e quella frase ispirata dal film Assolto il progettista: non minacciò

QN - Il Resto del Carlino

A ISPIRARGLI quell'sms spedito all'ingegnere, tecnico del Comune di Cervia, fu un film d'azione, 'Attacco al potere 2'. «Ieri sera ho visto un film che mi ha fatto pensare a te. Un agente fa scudo con il suo corpo al presidente degli Usa e gli salva la vita. Prenderai anche tu, in senso metaforico, la pallottola per il presidente e l'uomo per cui lo farai merita quella pallottola?». Al tecnico comunale vennero i brividi e querelò per minacce aggravate il libero professionista col quale i rapporti collaborazione poi si ruppero. Ieri mattina il giudice Cecilia Calandra ha assolto 'perché il fatto non costituisce reato' l'imputato, un 66enne ravennate, per il quale l'accusa col vice procuratore onorario Pietro Plachesi aveva chiesto due mesi di condanna, ritenendo che quella frase fosse tutt'altro che scherzosa, soprattutto poiché legata a una questione di appalti pubblici. I fatti risalgono a luglio 2016, l'ingegnere del Comune valutò quel messaggio collegato alla rinuncia della giunta, comunicata in consiglio comunale, a una lottizzazione a seguito della quale diverse persone tra cui il libero professionista fecero ricorso al Tar. Quest'ultimo, invece, precisò di essersi riferito a un'altra operazione urbanistica, la realizzazione di una strada, contestandone la regolarità. Il suo difensore, avvocato Raffaella Salsano, nel chiedere l'assoluzione ha rimarcato «il senso metaforico» del messaggio e l'assenza di «alcun intento intimidatorio». Elemento, questo, rafforzato dalla punteggiatura, in quanto «il testo termina con un punto interrogativo», dunque «è evidente che non intendesse minacciare il destinatario». Il quale lo aveva definito 'un messaggio che ho interpretato in maniera poco simpatica', dunque secondo la difesa in modo «non intimidatorio» dato che lo stesso ingegnere «ha poi continuato la sua vita ordinaria, a fare il suo lavoro e ad approvare i progetti che doveva». Importanti, secondo la difesa, sono anche le motivazioni all'origine di quel messaggio: «L'imputato chiarisce che il Comune di Cervia aveva deciso di adottare una procedura a suo avviso non corretta, non seguendo quanto previsto dal codice appalti, per la realizzazione della strada di collegamento con via Val Badia». Mentre l'altra vicenda della lottizzazione in ambito cimitero, pure oggetto di contestazione, «non c'entrava nulla». IN PRATICA, chiarisce l'avvocato Salsano, «il messaggio non era diretto a minare l'integrità» del tecnico «ma a prevenire un'azione illecita/inopportuna da parte del Comune». E precisa: «Ha ammesso il messaggio, non l'ha nascosto né edulcorato, ma lo ha spiegato, associando il tecnico a un atto eroico perché salvava la vita di qualcuno, ma mettendo dei punti interrogativi su chi avrebbe salvato». Per questo il fatto «è frutto di un equivoco: proprio per non mettere in difficoltà il tecnico, non fece esposti, non lo voleva minacciare e chiedeva solo che fosse rispettata la normativa». Lorenzo Priviato © RIPRODUZIONE RISERVATA