MENU
Chiudi
02/01/2019

Appalti diretti fino a 150 mila euro Gli artigiani: «Obbligo trasparenza»

Corriere del Veneto

Affidamenti diretti entro i 150 mila euro anziché 40 mila. La legge di bilancio votata in corsa regala agli artigiani una boccata d'ossigeno - la stima dei lavori pubblici che si sbloccheranno quest'anno in Veneto arriva a 700 milioni - ma anche qualche perplessità. «C'è un problema di trasparenza - dice Francesco Giacomin, direttore di Confartigianato Veneto - in questa prima modifica al codice degli appalti che negli ultimi due anni ha paralizzato molti interventi, grandi e piccoli. Quindi, da un lato è senz'altro una buona notizia per gli artigiani dell'edilizia, dall'altra, però, è stata disattesa una nostra richiesta al governo, quella della clausola sul chilometro zero. Vale a dire l'affidamento ad aziende del territorio. A questo punto diventa cruciale la trasparenza di cui sapranno dar prova Comuni ed enti territoriali anche attraverso un registro che permetta di sapere in tempo reale quali sono le ditte ritenute adatte». Prudenza, quindi, come parola d'ordine. «Tutti i Comuni dovrebbero avere un registro degli appalti in maniera che ci sia piena visibilità su chi viene chiamato, - conclude Giacomin - e qui si pone un problema non banale. Perché sì, devono esserci criteri di rotazione per garantire la pluralità del mercato ma anche di qualità. Mi spiego meglio: è corretto che l'ente chiami chi fa meglio, la competizione di tipo qualitativo va tutelata». Dubbi e speranze condivisi anche da Paolo Bassani che, per Confartigianato, segue proprio il settore dell'edilizia veneto ma ricopre anche la carica di vicepresidente nazionale di Anaepa, l'associazione di settore e delegato in Europa all' Ebc, sindacato europeo dei piccoli costruttori. «L'innalzamento della soglia per l'affidamento diretto a 150 mila euro dovrebbe rientrare nelle more di una revisione totale del codice degli appalti. Una revisione che attendiamo dal 2016. Un testo scritto da un giurista e totalmente sbilanciato sulle procedure ma carente su quello dell'operatività. Il risultato, dalle stazioni appaltanti in giù, è che si è arrivati alla paralisi. Ora, con questa norma, considerato che si è stimato lo sblocco in Italia di 7 miliardi, il Veneto potrebbe vedere appaltati per un 10%, vale a dire 700 milioni di euro». Come a dire, il colpo di reni per far uscire definitivamente dalla crisi il settore dell'edilizia, almeno per i piccoli costruttori. «Certo - mette le mani avanti Bassani - sarà necessario avere molta molta fiducia nei confronti della correttezza degli enti. Va detto che la cifra relativamente bassa e il criterio del massimo ribasso renderanno questo tipo di appalti poco appetibili per aziende che arrivano da fuori regione. Lo stesso discorso vale per i "cartelli" di aziende, mi pare improbabile che si attivino in cordata per cifre tanto risicate ma non si sa mai. Non a caso l'Anac è già sul chi va là. Sarà necessario vigilare e, soprattutto, giungere a una seria revisione del codice degli appalti». Martina Zambon

700

2

La stima degli appalti sbloccati nel 2019 in Veneto arriva a 700 milioni li anni trascorsi dal nuovo (e contestato) codice degli appalti

Bassani Un'opportu nità per i piccoli costruttori ma serve un registro

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore