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25/09/2018

Appalti delle Ferrovie a rischio 700 posti sciopero a Torino

Corriere della Sera

La protesta
A Torino torna la stagione degli scioperi. Ieri hanno incrociato le braccia, per l'intera giornata, i lavoratori dei servizi ferroviari in appalto, coloro che si occupano della pulizia a bordo dei treni, nelle stazioni e i magazzinieri che riforniscono i Frecciarossa. In Piemonte sono circa 700 le persone impiegate nella filiera degli appalti Fs, circa 200 a Torino. E molti rischiano di perdere il posto di lavoro. Perché anche per loro stanno per esaurisi gli ammortizzatori sociali. «La prossima scadenza dei contratti di solidarietà avrà conseguenze drammatiche in quanto saranno avviate le procedure di licenziamento - spiegano i sindacati che accusano le ferrovie e le istituzioni di «totale disinteresse». Ieri a partire dalle 9, nella stazione di Porta Nuova, i lavoratori hanno organizzato un presidio vicino ai binari distribuendo ai viaggiatori volantini per informarli sulle ragioni della protesta, che non ha avuto ripercussioni sulla circolazione dei treni. «È una situazione preoccupante - affermano Chiara Grillo della Filt Cgil Piemonte e Federico Chiarello della Fit Cisl - Diciamo no alle gare con eccessivi ribassi, ai continui cambi di appalto e chiediamo l'applicazione delle clausole sociali e occupazionali». Il deputato di Forza Italia Roberto Rosso, membro della commissione Trasporti a Montecitorio ha chiesto l'intervento dell'esecutivo e del Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli: « Il governo ascolti le istanze dei lavoratori dei servizi ferroviari in appalto che si sono riuniti oggi in sciopero a Torino. E il ministro faccia la sua parte. La filosofia imperante oggi è quella di far quadrare i conti scaricandoli sui lavoratori per poi vedere qualche manager incassare premi record. Va rivisto il codice degli appalti». Oggi, dalle 8 alle 10, scioperano anche i lavoratori del gruppo Engineering, 600 lavoratori a Torino, e 10.400 in tutta Italia. Di fronte alla sede di corso Mortara i dipendenti del gruppo Ict organizzano un presidio, sostenuto da Fiom-Fim e Uilm, per protestare contro un contratto di secondo livello che non prevede dal 2009 alcun incremento salariale. ( c. ben.)

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