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08/06/2019

Appalti, comitati anti-liti

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

È una delle novità nel testo dello sbloccacantieri, ora alla Camera
Tre componenti. Per prevenire controversie
Un comitato consultivo con tre componenti, nominato dalle parti per prevenire le controversie in corso di esecuzione del contratto, sul modello dei contratti internazionali. È questa una delle novità contenute nel testo approvato al senato del decreto legge 32/2019 sbloccacantieri che da ieri è all'esame della Camera (si veda ItaliaOggi di ieri). La novità prevede, fino alla data di entrata in vigore del regolamento che sostituirà la cosiddetta soft law (da varare entro metà dicembre), la possibilità di costituire un comitato consultivo tecnico per prevenire le controversie relative all'esecuzione del contratto. Il modello è quello contemplato a livello di contratti internazionali dalle clausole Fidic (International federation of consulting engineers). Le parti devono però prevedere il ricorso al comitato prima dell'avvio dell'esecuzione, o comunque non oltre novanta giorni dall'inizio dei lavori; avrà funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie «di ogni natura». Sarà formato da tre membri dotati di esperienza e qualifi cazione professionale adeguata alla tipologia dell'opera e dovrà ricevere copia dell'intera documentazione inerente al contratto, potendo anche sentire le parti. L'eventuale accordo delle parti che accolga la proposta di soluzione indicata dal collegio consultivo non avrà natura transattiva, salva diversa volontà delle parti stesse. Sul subappalto la scelta del legislatore, che avrebbe dovuto dare risposta anche alla procedura di infrazione Ue, è di lasciare alla stazione appaltante la libertà di prevederlo negli atti di gara (non è quindi un diritto a priori dell'impresa) e, laddove previsto, potrà comunque essere fi ssato un tetto che non dovrà superare il 40% dell'importo dei lavori. Viene invece sospeso,fi no a tutto il 2020 l'obbligo di indicare la terna dei subappaltatori. Sul fronte della disciplina delle esclusioni dalle gare è stata disposta la cancellazione della norma sulle irregolarità fi scali e contributive delle imprese con l'effetto di rendere impossibile la possibilità di escludere dalle gare le imprese sul presupposto di violazioni non accertate in via definitiva. Si trattava di una norma che lasciava amplissima discrezionalità alle stazioni appaltanti. Nel testo approvato al Senato rimane invece una disposizione dal forte impatto per le imprese, cioè quella che incide sull'esclusione nei casi di cui al comma 5 dell'articolo 80 del codice (gravi infrazioni alle norme in materia di sicurezza sul lavoro, gravi illeciti professionali). In sostanza si prevede una durata della esclusione pari a tre anni, decorrenti dalla data di adozione del provvedimento amministrativo di esclusione ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. Una vera e propria norma che potrebbe fare chiudere una impresa senza possibilità di gradazione dell'esclusione (che di fatto somiglia ad una radiazione dal mercato). Il comma 10-bis dell'articolo 80 prevede però che nel tempo occorrente alla defi nizione del giudizio, la stazione appaltante deve tenere conto di tale fatto ai fi ni della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla partecipazione alla procedura l'operatore economico che l'abbia commesso. In tema di qualifi cazione delle imprese si amplia il periodo utile per documentare i requisiti di capacità economico-fi nanziaria e tecnico-organizzativa che passano da 10 a 15 anni per il conseguimento della qualifi cazione Soa. Per la partecipazione alle gare dei contraenti generali è istituito il sistema di qualifi cazione del contraente generale, disciplinato con regolamento e gestito dalle Infrastrutture, con requisiti su capacità economica e fi nanziaria, adeguata idoneità tecnica e organizzativa, adeguato organico tecnico e dirigenziale.

Foto: Il dossier parlamentare sul sito www.italiaoggi. it/documentiitaliaoggi