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11/06/2019

Alta velocità e ferrovie, lo stop costa 96 miliardi

Il Gazzettino

IL SENATORE VENETO DE POLI: «MENO BUROCRAZIA E UN'AGENZIA UNICA PER PROGRAMMARE LE OPERE PUBBLICHE»
INFRASTRUTTURE
ROMA «Il non-fare ha un costo in termini di mancata crescita e di mancata competitività che, secondo l'Osservatorio Agici di Finanza d'impresa, ammonta a 530 miliardi dal 2018 al 2035. Solo il mancato completamento delle linee ferroviarie ad Alta Velocità (foto) e il mancato potenziamento delle linee esistenti costerebbe all'Italia 96 miliardi». Lo ha detto il senatore Udc Antonio De Poli intervenendo in una conferenza stampa in Senato sul decreto legge sblocca cantieri a cui ha preso parte una delegazione di rappresentanti dell'Ordine degli ingegneri. «Secondo il rapporto Anas - ha detto ancora De Poli - ci sono 202 cantieri bloccati in tutto il Paese. La realizzazione di un'opera medio-grande, in Italia, richiede in media 15 anni e 8 mesi. Troppo tempo, dunque. Bisogna sbloccare i cantieri per ridare fiato alla nostra economia, alle nostre imprese, per creare lavoro».
Secondo De Poli, «ciò che serve, a mio avviso, è una profonda rivisitazione del Codice degli appalti. La deroga per due anni è un fattore positivo ma servono regole certe e stabili. Bisogna ridare centralità alla qualità della progettazione. Bisogna programmare le opere, velocizzare le procedure», ha aggiunto De Poli lanciando una proposta: «Aboliamo la Centrale per la programmazione delle opere pubbliche. Trasformiamola in un'Agenzia unica di programmazione, con l'obiettivo di semplificare, sburocratizzare, facilitare gli iter dei cantieri per sbloccare le opere appunto».