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26/06/2019

Alta velocità, affondo di Salvini «No all’ipotesi mini-Tav» E partono i primi bandi italiani

Il Mattino

L'OPERA
PARIGI Federica, la fresa da 2400 tonnellate, continua a scavare sotto al Moncenisio, e anche in superficie, a Torino e a Parigi, la Tav va avanti. Ieri il consiglio d'amministrazione di Telt, il promotore pubblico italo-francese, ha annunciato la pubblicazione dei bandi per i lavori della parte italiana del tunnel di base. Quelli di parte francese erano stati pubblicati a fine febbraio: la procedura per l'affidamento dei lavori per la realizzazione dei 57,5 chilometri di galleria è completata. «È una giornata storica», ha esultato il neo presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, di ritorno da Parigi. Stéphane Guggino, direttore generale del Consorzio Transalpine, che riunisce gli attori pubblici e privati del lato francese, ha parlato dell'avvio di una «nuova fase». Dopo i 3 lotti sul versante francese per circa tre miliardi di euro, ieri è stato pubblicato l'avis de marchés (un appello alle imprese interessate a candidarsi, come prevedono le norme francesi) diviso in due lotti per il versante italiano, uno per i lavori di costruzione e uno per la valorizzazione dei materiali di scavo. Valore stimato circa un miliardo di euro.
IL PROGETTO
La Tav va avanti, come previsto, sotto e sopra alla terra. Non dispiaccia ai Cinque Stelle, che ieri, per bocca del ministro Di Maio, hanno espresso «fiducia nel fatto che il presidente Conte trovi una soluzione». Soluzione a quale problema? Il promotore Telt e il Comitato Lyon-Turin, di problemi non ne vedono. O comunque ne vedono meno dalle elezioni europee. Se la pubblicazione dei bandi italiani prevede, come già quelli francesi, che è possibile «interrompere senza obblighi e oneri la procedura di gara in ogni sua fase» è perché questo è previsto dal codice degli Appalti Pubblici francese, a cui fa riferimento Telt. Accantonata, pare, anche qualsiasi idea di una mini tav da compromesso. «La Tav leggera? ha detto ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini, sempre meno incline ai compromessi Un treno passa sotto la montagna o no. Tertium non datur. A me piacciono i treni che corrono. C'è un progetto in itinere, spero che la lezione delle Olimpiadi sia servita». «Non abbiamo mai pensato a un progetto di Tav leggera ha fatto eco Di Maio parliamo piuttosto di cose serie». E le cose serie, sulla Tav, sono ormai soprattutto le dichiarazioni che arrivano dall'Europa.
I FINANZIAMENTI
Iveta Radicova, la coordinatrice del Corridoio mediterraneo, la grande rete ferroviaria europea dalla Spagna all'Ungheria, ha aperto la seduta del Cda di Telt ieri annunciando che l'Unione europea porta ormai al 50 per cento la sua partecipazione in tutti i progetti transfrontalieri, con la possibilità di arrivare al 55 per le linee gestite da un promotore binazionale come è il caso, sinora, soltanto per la Tav Torino-Lione. E non è tutto: anche le tratte nazionali potranno ottenere dei finanziamenti europei, a condizione che i governi ne facciano richiesta. Questa partecipazione potrà essere del 50 per cento. Cirio ha annunciato che scriverà oggi stesso al presidente Conte «perché l'Ue sollecita una parola chiara dal governo italiano sulla volontà di proseguire con l'opera. La Regione Piemonte ha detto Cirio chiede quindi al presidente del Consiglio di dare certezza all'Europa e consentire a Telt di inviare i capitolati alle imprese che parteciperanno ai bandi approvati oggi». Da Bruxelles, la Commissaria ai trasporti Violeta Bulc ha invitato «Francia e Italia» a chiarire «entro luglio» se e come intendano portare avanti il progetto Tav, altrimenti rischiano di perdere i fondi già stanziati (813 milioni di euro) e di dover restituire i 120 milioni già spesi.
Francesca Pierantozzi
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