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28/06/2019

Ai domiciliari il guru delle psicoterapie anti-abusi Perquisita la sede del centro studi Hansel e Gretel

La Stampa - massimiliano rambaldi

Blitz a moncalieri dei carabinieri di reggio emilia
Lambisce anche Moncalieri l'inchiesta della procura di Reggio Emilia per fronte processuale, depistaggio, abuso d'uffico, violenza privata e lesioni. Al centro dell'indagine sviluppata dai carabinieri emiliani una serie di attività psicoterapeutiche manipolate per avvalorare ipotesi inesistenti di abusi sessuali su minori, in carico ai servizi sociali dell'unione dei Comune della Val D'Enza, in provincia di Reggio Emilia. Terapie dirette dagli esperti del Centro Studi Hansel e Gretel,onlus moncalierese con sede in corso Roma 8. Il suo fondatore, Claudio Foti e la moglie psicoterapeuta Nadia Bolognini sono agli arresti domiciliari. Assieme a loro sono finiti nella rete altre sedici persone. Ieri mattina i carabinieri si sono presentati in corso Roma per eseguire una perquisizione negli uffici dell'associazione.

Secondo le indagini degli investigatori emiliani, venivano pilotate diagnosi di patologie traumatiche sui minori, in modo che la onlus potesse prenderli in carico e sottoporli a costose cure private. Gli affidatari venivano incaricati dai servizi sociali di accompagnare i bambini alle sedute, pagando le fatture a proprio nome. Soldi che poi tornavano indietro con l'utilizzo di fondi pubblici. E proprio con l'utilizzo di finanziamenti regionali, gli investigatori ritengono che la Hansel e Gretel organizzasse corsi di formazione e convegni, eludendo il codice degli appalti e dell'anticorruzione. Ma non è tutto: una costola della onlus, aperta a Reggio Emilia, effettuava visite ai minori addirittura con l'uso di apparecchiature elettriche. In questo modo si cercava il «recupero dei ricordi», per fare riemergere le «brutte cose» commesse dai genitori. Mai avvenute.

Insomma un quadro agghiacciante che ha colpito una realtà attiva da 28 anni. «Non è così. Non c'è nulla di vero in quello che si sta dicendo. Qui si seguono percorsi psicologici specifici per i bambini e i terapeuti sono pagati per dare loro supporto. I loro traumi vengono seguiti da specialisti. Sono accuse infondate, non è proprio possibile» dice - sconvolta - Cinzia Salemi, la segretaria della onlus. Disorientata, la sua voce trema mentre cerca di aprire il portone della sede. Ma ci tiene a dire che no, con tutto quel fango loro non c'entrano nulla. Perché lì si fa solo del bene. Da ieri, la pagina Facebook del «Centro Studi Hansel e Gretel Onlus» è presa di mira da chiunque. Insulti da parte di genitori che hanno seguito la vicenda in queste ore. «Tutto quello che so è che mi hanno sequestrato il computer - racconta ancora Cinzia Salemi - Questo è un centro che ha sempre lavorato nel solo ed esclusivo interesse dei bambini. Per me è tutto inventato. Io stessa sono stata loro utente anni fa: conosco il metodo, so di che professionalità parliamo».

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