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05/07/2019

Affidamenti diretti, innalzata la soglia

Corriere dell'Alto Adige

Il limite sale da 40.000 a 150.000 euro per opere, servizi e acquisti. Kompatscher: è il 70% dei contratti
Appalti pubblici, in scia con il governo di Roma, la Provincia innalza da 40 mila a 150 mila euro. Con il via libera del consiglio, arrivato ieri, l'aumento di soglia riguarderà, dopo verifica di mercato, la realizzazione delle opere, gli acquisti e l'affido di servizi, ma non gli incarichi di progettazione a liberi professionisti. In buona sostanza, come sottolinea Arno Kompatscher, il provvedimento riguarderà la larga maggioranza degli interventi. «I contratti fino a questi importi - spiega il Landeshauptmann - rappresentano attualmente il 70% del totale degli stipulati, e dunque questo provvedimento semplificherà i processi di molte procedure di appalto e ridurrà i tempi di concessione degli incarichi». Per gli atri incarichi nel settore delle costruzioni, forniture e servizi che superano tali importi valgono le disposizioni precedenti. Il disegno di legge prevede inoltre l'abolizione della verifica e della convalida per progetti fino a un milione di euro. L'iniziativa è parsa ben accolta non solo dalla maggioranza, formata da Svp e Lega. Dai banchi dell'opposizione, in diversi hanno mostrato di condividere lo spirito della proposta, chiedendo però correttivi per rafforzarne l'efficacia. «La legge ha elementi migliorativi - osserva Paul Köllensperger, leader del Team Köllensperger - positive le facilitazioni nell'ambito dei controlli, sebbene il rispetto del principio di rotazione, talvolta, possa far perdere offerte convenienti». Sven Knoll ha proposto di affiancare ai parametri di costo e qualità, una più marcata valorizzazione delle imprese locali. «Era stata approvata già una mozione che andava in questa direzione - ricorda il capogruppo di Süd-Tiroler Freiheit - ma va verificata la rispondenza con le norme europee che ostacolano questi percorsi». Posizioni consonanti con quelle di Andreas Leiter Reber. «Un ulteriore passo avanti per far valere le competenze della Provincia in quest'ambito» commenta il capogruppo di Die Freiheitlichen. I Verdi pongono l'accento sulle possibili criticità, dovute a deroghe in materia ambientale. «Bisogna stare attenti al segnale politico - riflette Hanspeter Staffler - importante, inoltre, è che siano rispettati dalle stazioni appaltanti i principi di trasparenza e rotazione». Positivo il punto di vista di Sandro Repetto. «Sono convinto - spiega il capogruppo del Pd - che la legge tolga problematiche soprattutto alle stazioni appaltanti, semplificando molto e andando incontro anche alle aziende». Kompatscher ha rilanciato, sostenendo come l'Alto Adige abbia avuto sempre un approccio avanzato rispetto al le altre regioni e autonomie del Paese, in materia di gestione degli appalti pubblici. «Il successo è visibile - afferma il presidente della Provincia - mentre nel resto d'Italia il numero degli incarichi pubblici è in flessione, da noi è in aumento e nel 2018 ha toccato l'apice con l'importo di 1 miliardo di euro. Basandosi su questo dato ora abbiamo disposto ulteriori semplificazioni». E che si sia andati nella giusta direzione è convinzione dell'Unione commercio turismo e servizi dell'Alto Adige (Hds-Bz), presieduta da Philipp Moser. «La nuova legge provinciale - si legge in una nota del sindacato d'impresa - sfrutta lo spazio di manovra per ottenere la massima semplificazione e il taglio di burocrazia più ampio possibile e crea, quindi, in modo uniforme e chiaro, le premesse perché, entro i limiti concessi, anche le piccole aziende locali possano partecipare alle gare pubbliche, senza eccessivi oneri. Ciò rafforza la regionalità e fa sì che il valore aggiunto rimanga nel territorio provinciale». Nicola Chiarini taffler (Verdi) Positivo valorizzare i principi di trasparenza e rotazione, ma occorre fare attenzione alle deroghe ambientali 'Unione commercio Finalmente spazio di manovra per semplificare e ridurre la burocrazia: cos ì si rafforza la regionalità

La vicenda

● La nuova legge sugli appalti permette di conferire incarichi diretti, previa consultazione di almeno tre società, fino a un importo di 150.000 euro ● La soglia precedente era di 40.000 euro ● La giunta ha rivendicato la continuità con i provvedimenti che dal 2015 hanno promosso la semplificazione con la digitalizzazione