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08/07/2019

Affari Legali

ItaliaOggi Sette - ROBERTO MILIACCA

Predittività delle sentenze, sperimentazioni più diffuse Ci sono pochi settori del diritto che, per la loro complessità, meritano di essere definiti «materia per addetti ai lavori». Uno di questi settori è sicuramente quello degli appalti pubblici, che, per diffi coltà, ma soprattutto per costante «turnover» della normativa, è una di quelle in assoluto più complesse. L'ultimo cambiamento della disciplina degli appalti è avvenuto solo pochi giorni fa, con la conversione in legge, con modifi che, del cosiddetto decreto Sblocca cantieri (legge n. 55 del 14 giugno 2019, di conversione del dl 32/2019, entrata in vigore il 18 giugno 2019), norma che praticamente riscrive il cosiddetto Codice appalti dell'ex ministro delle infrastrutture Delrio. L'articolo 1 dello Sblocca cantieri apporta modifi che al codice dei contratti pubblici, di cui al dlgs 18 aprile 2016, n. 50, puntando «a semplifi care», come si legge nella relazione di accompagnamento del dl, «le procedure di aggiudicazione degli appalti, recependo alcune indicazioni pervenute dagli stakeholder che operano nell'ambito dei contratti pubblici, che hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e in parte a consentire il superamento della procedura di infrazione n. 2018/2273 «Non conformità dell'ordinamento interno rispetto ad alcune disposizioni delle direttive europee in materia di contratti pubblici». La legge 55 funzionerà o no? Affari Legali lo ha chiesto, questa settimana, ad alcuni tra i maggiori amministrativisti, gli «addetti ai lavori» che si occupano della materia. Che vedono nel provvedimento, e nella sua reale capacità di «sbloccare» i cantieri, come vorrebbe il governo Conte, alcune luci, ma anche diverse ombre.