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21/06/2019

Affari anche con i Casalesi: confiscati beni di imprenditore del clan Cappello

La Sicilia

VITTORIO ROMANO C ATANIA . Poteva permettersi di partecipare a gare d ' appalto perfino in Campania, proponendo un ribasso fino al 7-8%, perché poi nel giro di qualche anno grazie alle estorsioni messe in atto in quel territorio con la connivenza della criminalità locale quello che perdeva se lo sarebbe ripreso con gli interessi. E di questo si vantava - intercettato al telefono - con gli amici del suo gruppo criminale, quasi a voler dire " avete visto fin dove ci siamo spinti! " . Lui è Giuseppe Guglielmino, personaggio di spicco della criminalità catanese, pregiudicato, detenuto, elemento di spicco del clan Cappello, con spiccate capacità imprenditoriali, coinvolto nel 2017 nell ' operazione antimafia Penelope, in seguito alla quale il suo patrimonio fu sequestrato. E oggi, a distanza di quasi due anni, l ' Uffi cio misure di prevenzione del Tribunale di Catania ha disposto nei suoi confronti la confisca di beni immobili, mobili registrati, società di capitali, imprese individuali e rapporti finanziari, intestati ai familiari più vicini e a terzi estranei, ma tutti a lui riconducibili e d ' ora in avanti gestiti da un amministratore giudiziario. Il valore è stimato in circa 12 milioni di euro. La misura di prevenzione patrimoniale è frutto di un ' attività investigativa condotta da un gruppo integrato di personale della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Catania. I numerosi elementi indiziari raccolti dagli investigatori e ritenuti idonei dai giudici ai fini del giudizio, hanno delineato la figura di Guglielmino, imprenditore del settore ecologico, ritenuto soggetto socialmente pericoloso e abitualmente dedito a traffici illeciti, distintosi per la capacità di inserirsi in vari settori dell ' economia, specialmente nel delicato settore della raccolta e trattamento dei rifiuti, con appalti in diversi Comuni siciliani, in territorio campano e calabro, ottenuti grazie all ' appoggio del clan Cappello, che poteva a sua volta contare sull ' interessamento delle " famiglie " alleate operanti in quei territori, per esempio i Casalesi. Inoltre, attraverso il reimpiego di denaro provento delle attività illecite, Guglielmino era attivo nell ' acquisto di beni e nella costituzione di imprese commerciali a lui riconducibili, riuscendo così a portare vantaggi economici a se stesso e al sodalizio criminale di appartenenza. «Le aziende create in questo modo rappresentano un vero e proprio pericolo per l ' economia del territorio su cui insistono e un grave vulnus per la corretta concorrenza di settore - ha detto ieri in conferenza stampa il dirigente della Divisione anticrimine Ferdinando Buceti -. Aver fatto terra bruciata e aver ottenuto dal Tribunale la confisca di tutto quanto da noi proposto già nel 2017, ci rende orgogliosi. Abbiamo reso un servizio utile all ' imprenditoria sana». Tra i beni oggetto di confisca, le società Geo Ambiente srl, con sede a Belpasso; la Consulting Business (San Gregorio); la Clean Up srl (Motta Sant ' Anastasia); la Eco Logistica srl (Aci Sant ' An tonio); la Eco Business srl (Siracusa); la Work Uniform srl (Catania). E poi 4 immobili e un nutrito e parco veicolare. «Stiamo lavorando, con la piena condivisione del prefetto e del procuratore e in sinergia con carabinieri e finanza, per intensificare la nostra azione di contrasto ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata» ha ribadito il questore Mario Della Cioppa.

Foto: Colpito il patrimonio (12 milioni il valore) del catanese Giuseppe Guglielmino, detenuto, coinvolto nell ' operazione Penelope del 2017


Foto: Gare d ' appalto nel settore ecologico col massimo ribasso «perché poi con le estorsioni ci rifacciamo». Inchiesta della polizia di Catania