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22/06/2019

Aeroporti Puglia Marco Franchini è accusato anche di abuso d’ufficio

La Repubblica - ch.sp.

Il processo
Si aggrava la posizione di Marco Franchini, l'ex direttore generale di Aeroporti di Puglia, sotto processo a Brindisi per le presunte pressioni esercitate sull'ingegnere Vincenzo Schino, che fu progettista e direttore di molti lavori della società. L'accusa di violenza privata si trasforma in abuso d'ufficio per precisa volontà della giudice Adriana Almiento, che in apertura dell'udienza del 4 giugno ha riqualificato il reato e rimandato gli atti al pm Giovanni Marino affinché proceda con la richiesta di rinvio a giudizio.
L'abuso d'ufficio prevede la reclusione da uno a quattro anni ed è reato ben più grave di quello contestato in precedenza a Franchini e a Nicola Micchetti, responsabile unico del procedimento per l'ampliamento della pista nell'aeroporto di Brindisi.
Attorno a quell'intervento ruota l'inchiesta della Procura, nata dalla denuncia di Schino, parte civile nel processo e ormai ex dipendente, essendo stato licenziato nel novembre 2014 proprio da Franchini. Nell'estate precedente nello scalo brindisino erano in corso i lavori di ampliamento della pista, sotto la quale furono trovati rifiuti speciali. Di fronte a quella scoperta, Schino bloccò il cantiere e Franchini insistette per proseguire. In modo non proprio ortodosso, gli contesta la pubblica accusa. O meglio, con pressioni talmente insistenti da sfociare in un illecito penale.
A monte del pressing, secondo gli inquirenti, c'era la necessità di convincere l'Enac che il cronoprogramma fosse rispettato, al fine di ottenere l'approvazione di una perizia di variante che prevedeva un costo aggiuntivo di 1,3 milioni di euro. Schino - stando alla ricostruzione accusatoria - non voleva firmare e il direttore generale lo costrinse «a eseguire atti in violazione del Codice degli appalti e a proseguire i lavori nonostante non fosse ancora approvata la perizia di variante e non ci fossero tutte le autorizzazioni e le coperture economiche necessarie», secondo l'originario capo di imputazione. Per il pm si trattò di un caso di violenza privata, mentre per la giudice fu un vero e proprio abuso d'ufficio che fu commesso prima dell'eventuale violenza. Da qui la necessità di riformulare l'imputazione. -

Foto: Ex dg Marco Franchini