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30/07/2018

Accoglienza, sì al bando da 3,5

Il Giornale di Vicenza

IMMIGRAZIONE. Pubblicata la gara: previsto il controllo diretto del Comune e l'approdo progressivo del tetto dei 3 migranti ogni mille abitanti
milioni La giunta Rucco non ferma il piano Sprar voluto dalla gestione Variati Progetto triennale per 50 persone «Ma in futuro ridurremo i posti»
Il tempo delle valutazioni si è concluso e l'esito è un semaforo verde ai nuovi progetti di accoglienza integrata di richiedenti asilo e rifugiati nell'ambito del sistema Sprar. A quel servizio, cioè, che impegnerà il Comune a dare ospitalità fino al 2020 a una cinquantina di migranti, anche già titolari di protezione internazionale e umanitaria, con i contributi del ministero. La Provincia - in quanto stazione unica appaltante - ha pubblicato in questi giorni il bando, del valore stimato di 3,5 milioni, per individuare «l'ente attuatore» con il quale il Comune dovrà concludere un accordo quadro per l'affidamento dell'ospitalità. Un avviso andato a segno senza sorprese. La giunta Rucco, infatti, ha ereditato dalla precedente amministrazione la decisione di replicare l'esperienza iniziata nel 2016. Motivo che ha spinto l'attuale esecutivo a mettere sotto la lente di ingrandimento il bando e a fare tutte le valutazioni del caso. Al termine delle quali il sindaco ha deciso: «Non revochiamo atti amministrativi già avviati, a meno che non ci siano gravi motivazioni». Pur con una precisazione che vale dal 2021: «Per il futuro, l'obiettivo sarà quello di ridurre i posti Sprar».L'AVVISO. Il bando parla chiaro: le realtà interessate potranno candidarsi entro le 12 del 30 agosto. L'affidamento del servizio, come indica l'avviso, «avviene per due unità di progetto riferite ciascuna a 25 beneficiari» e l'appalto è connesso a un progetto finanziato da fondi dell'Unione europea. Lo Sprar, va ricordato, è un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, modello virtuoso di accoglienza, dove la regia è in capo ai Comuni, non alle prefetture, dove la parola d'ordine è programmazione, non emergenza. Un sistema che garantisce a chi vi aderisce, il rispetto della clausola di salvaguardia, con un'assegnazione di richiedenti asilo nella misura massima di 3 ogni mille abitanti. Il Comune, assieme alla cooperativa Cosmo e all'associazione Centro Astalli, a partire dal 2016 ha aderito a questa rete garantendo la cosiddetta "seconda accoglienza" e percorsi di integrazione a 50 richiedenti asilo e a 10 minori stranieri non accompagnati, con un contributo ministeriale. Il valore stimato per le prossime annualità, cioè dal primo settembre di quest'anno al 31 dicembre del 2020, è pari a un milione e 687 mila euro, «al netto dei costi sostenuti direttamente dal Comune ed oggetto di contributo», mentre «il costo della manodopera è quantificato in 588.186 euro». Quanto al valore stimato dell'appalto, «in caso di attivazione di ulteriori unità di progetto, fino a un massimo di 6», è di circa 3,5 milioni di euro. Cifra ipotizzata per far fronte ad eventuali emergenze. OBIETTIVO: RIDURRE I POSTI. Il bando sull'accoglienza integrata farà quindi il suo corso. «L'abbiamo ereditato, ma non intendiamo revocare atti amministrativi le cui procedure sono in corso», sottolinea il sindaco che per il futuro mette la mani avanti: «Ridurremo i posti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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