MENU
Chiudi
03/10/2018

«A ROMA IN BARCA SE NON CI ACCONTENTERANNO»

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Diego Pistacchi

IL SINDACO BATTE I PUGNI
Il primo cittadino in consiglio comunale affronta i temi dell'emergenza e i vuoti del decreto. «Se non avremo tutto il necessario l'idea di andare davanti al Parlamento resta»
■ « Del commissario non ne so assolutamente nulla». Così il sindaco di Genova Marco Bucci, durante la seduta del consiglio comunale dedicata al decreto urgenze, ha risposto alla capogruppo del Pd Cristina Lodi che gli ha chiesto chiarimenti. Secondo Bucci «una percentuale di quanto richiesto da noi è nel decreto, per il resto dobbiamo ancora lavorare per negoziare, se poi non otterremo tutto durante la discussione in parlamento vedremo cosa fare, l'idea di scendere a Roma in spedizione con le barche resta». a pagina 7 ■ «Basta con là mentalità del chi nu cianze nu tetta. Così perdiamo solo investimenti e turisti. Dal decreto Genova abbiamo ottenuto già qualcosa, non tutto. E siccome quello che abbiamo chiesto ci serve tutto e non abbiamo chiesto 200 per ottenere 100, in queste due settimane andremo a Roma per averlo. Sennò vedremo il da farsi, ho sempre in testa l'idea di arrivare a Roma con le nostre barche». Marco Bucci spiega in consiglio comunale quello che il governo non ha concesso, quello che proprio non va nel decreto. Ma lo fa con spirito costruttivo. Un punto che non riesce a mandar giù è la scarsa chiarezza sulle deroghe alle leggi per poter riavviare Genova. «Non c'è una deroga al codice degli appalti e questo non lo possiamo accettare, perché se bisogna fare delle gare significa allungare i tempi. Così pure non è indicata la deriva alla legge Madia per le assunzioni di autisti Amt. Si parla di polizia locale e personale amministrativo che comprende tecnici e ingegneri, ma devono aggiungere gli autisti», spiega il sindaco che dettaglia anche come sono stati ripartiti i fondi per Genova. Ma invita soprattutto a non farsi ingannare. Perché anche i soldi che ci sono indicati sono fuorvianti. «Al porto vengono destinati 30 milioni, ma già oggi, nel riparto dei porti, a Genova spettavano 30 milioni. Noi ne abbiamo chiesti 90, ma se ci sono misure aggiuntive vengono detratte dal totale, li tolgo ad altri, non ci facciamo tanti amici. Così pure in altri settori. C'è la questione del gettito Iva che pare non riescano a capire», incalza Bucci. Che chiede anche di inserire la cassa integrazione in deroga per le aziende danneggiate, di aumentare il budget per i rimborsi in modo da aiutare anche quelle nei Comuni vicini della Valpolcevera. E per il sostegno all'autotrasporto i 5 milioni previsti non bastano, ne servono almeno «venti volte tanto». Così come l'esenzione fiscale per le aziende non è indicata. Cose che non vanno ce ne sono, ma il sindaco è pronto a combattere per ottenerle nel corso della conversione del decreto. Quello che non tollera è che a Genova si possa speculare sulla situazione. Così risponde a un'interpellanza dei consiglieri Luca Pirondini e Gianni Crivello che chiedevano spiegazioni su certe dichiarazioni del procuratore capo Francesco Cozzi. In particolare quelle che sembravano sostenere una mancata richiesta di dissequestro delle aree da parte del Comune, che avrebbe così ritardato i lavori. «Con il procuratore Cozzi c'è sempre massima collaborazione e ancora stamattina (ieri, ndr) ha firmato una carta che aiuterà ad accorciare i tempi - premette Bucci -. Mi spiace che si possa pensare certe cose. Intanto non esistono aree sequestrate, è il ponte rimasto in piedi e i detriti caduti che semmai sono sequestrati. E l'istanza l'abbiamo presentata 15 giorni fa. Ma sono due le autorità che devono rispondere. Prima occorre il via libera della commissione tecnica sulla sicurezza che, dopo i monitoraggi, ci dica che non c'è pericolo. È questo lo ha detto il 27 settembre. Appena abbiamo avuto questo via libera abbiamo chiesto il via libera all'autorità giudiziaria, al gio, non alla procura. Ora andranno gli operai a lavorare. Se non ci saranno problemi o tempo sfavorevole, credo si possa aprire via 30 giugno entro il prossimo 8 o 9 ottobre». Risposte che raccolgono applauso dell'aula. Perché il pragmatismo del sindaco conferma come si stia facendo tutto il possibile per ridurre i disagi e come serva però anche un contributo decisivo da Roma. Nel corso delle interrogazioni che hanno preceduto l'inizio della seduta di consiglio, l'assessore alla polizia municipale Stefano Garassino aveva anche tranquillizzato il capogruppo Pd Cristina Lodi che chiedeva spiegazioni su presunte raffiche di multe fatte da vigili in borghese nella zona rossa. Nessun servizio in borghese, e nessun accanimento su chi deve già fare i conti con una viabilità impazzita. Anzi, i comandi dei vigili chiedono la massima visibilità degli agenti.

Foto: IL SINDACO MARCO BUCCI Ieri in consiglio Comunale ha parlato a lungo dei problemi legati al Morandi

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore