scarica l'app
MENU
Chiudi
21/06/2019

A casa i 16 dipendenti della “Memoria storica”

La Nuova Sardegna - di Davide Pinna

Lettera di preavviso della coop ai lavoratori di Museo, Pinacoteca e Archivio Il 30 giugno scade la proroga della gestione: il Comune non procederà al rinnovo BENI CULTURALI»LA RESA DEI CONTI
di Davide PinnawORISTANOGestione unica e integrata dei beni culturali del Comune: il dibattito politico è cominciato da un pezzo, ma ora il tempo stringe perché c'è una nuova gatta da pelare, per la verità prevista da molto. La cooperativa La Memoria Storica ha infatti avviato le procedure per il licenziamento collettivo dei suoi 16 dipendenti impiegati all'Antiquarium Arborense, alla Pinacoteca Contini e all'Archivio Storico Comunale. «Abbiamo appreso dalla stampa che il Comune non aveva intenzione di rinnovare il contratto» dichiara Susanna Naitza, presidentessa della cooperativa, che afferma anche di non aver avuto negli ultimi tempi alcun tipo di contatti con l'amministrazione.L'assessore alla Cultura, Massimiliano Sanna, rassicura: «Il licenziamento è una procedura normale in scadenza di appalto». Va detto però che normalmente i dipendenti sono garantiti dal nuovo appalto o dalle proroghe contrattuali, mentre stavolta tutto dipende dalla nascita o meno della fondazione che dovrebbe occuparsi, nel progetto di Sanna, della gestione unica dei beni culturali del Comune. L'assessore, in occasione della presentazione del progetto alla commissione Bilancio del consiglio comunale, aveva attaccato duramente la gestione de La Memoria Storica: «I numeri del museo sono incredibilmente bassi. Poche migliaia di visitatori all'anno, contro i 150mila di Cabras».«È vero che ci sono pochi visitatori - risponde la presidentessa Naitza -, ma non è responsabilità nostra. L'organizzazione dell'esposizione e delle mostre temporanee è compito del Comune, a noi spettava semplicemente l'organizzazione del lavoro e la curare degli aspetti promozionali. Operiamo in tanti comuni e non ci preoccupiamo delle loro questioni politiche interne». Questi sono ormai problemi passati, il contratto scade il 30 giugno e effettivamente la giunta comunale non ha intenzione di rinnovarlo né di predisporre una nuova gara d'appalto. Tutt'altro. L'idea è di trasformare l'attuale Fondazione Sa Sartiglia in Fondazione Oristano che dovrà gestire, oltre alla giostra equestre, i beni culturali e i servizi turistici comunali.Il problema è che nella maggioranza ci sono parecchie voci critiche sul progetto e non è detto che la proposta venga approvata durante il prossimo consiglio comunale, fissato per il 26 giugno. La questione dei lavoratori in bilico, peraltro, viene vissuta con molto malumore dai consiglieri critici, che fanno capire di sentirsi quasi in una situazione di ricatto. Sicuramente, al di là del destino dei lavoratori, il progetto della Fondazione Oristano non è roba da poco: da essa passerebbero infatti centinaia di migliaia di euro ogni anno, tra i finanziamenti destinati alla Sartiglia, quelli legati al funzionamento delle strutture museali e quelli per le singole iniziative. Massimiliano Sanna, che della proposta è il padre politico, è ovviamente ottimista: «Sono sicuro che il 26 giugno verrà approvata. In quel caso ci vorranno alcuni giorni per organizzare il trasferimento delle risorse e dei dipendenti, quindi potrebbe essere necessario interrompere il servizio e tenere i lavoratori a casa per un giorno o poco più». Se invece l'approvazione non dovesse arrivare, Sanna è netto: «Non è un problema mio. Io, come parte politica, ho fatto una proposta e spero che diventi realtà. Se non dovesse accadere, spetta agli uffici trovare soluzioni adatte a garantire la continuità del servizio e il futuro dei lavoratori». Intanto stamattina alle 9 si torna in commissione per il voto.